PESCASSEROLI – “Con metodo per cosi dire ‘occhiometrico’, in attesa dei numeri ufficiali, il flusso di turismo nel Parco è stato buono anche quest’ anno, nonostante la pioggia incessante. Ma molto ancora può essere fatto, in termini di promozione e servizi. Questo però non dipende dal nostro ente, ed è una partita che riguarda le aree interne in generale”.

Commenta così, il presidente del Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, i dati in via di elaborazione, che già attestano anche in Abruzzo la buona performance del turismo nelle aree protette. Alla luce di un’annata, il 2017, che ha registrato risultati lusinghieri proprio nel Parco nazionale d’Abruzzo, il più antico, costituito nel 1921, e in particolare nella “capitale” Pescasseroli, una delle poche località delle aree interne che se che se la batte con le grandi mete dei turismo balneare abruzzese. 

Per Carrara, classe 1961 di Pettorano sul Gizio (L’Aquila), sociologo e dipendente del Ministero del Welfare, la conferma dell’attrattività dell’area protetta, ma anche l’occasione, a pochi mesi dal termine del suo mandato, a primavera 2019, per sottolineare le criticità ancora da risolvere. 

Abruzzoweb lo ha intervistato a margine dell’inaugurazione del Cuore dell’ ‘affermato artista e designer Marcantonio Raimondi Malerba, in arte semplicemente Marcantonio, opera d’arte contemporanea presentata sabato alla stampa, anche nazionale, e inaugurata dopo una passeggiata a piedi e con bici a pedalata assistita, lungo il sentiero de “La difesa”, nel cuore dell’area protetta. L’intervento è stato reso possibile grazie alla prima edizione del progetto Arteparco.

“Con questa iniziativa – spiega il presidente Carrara – l’arte si relaziona con uno spazio che è già un’opera d’arte, quello del nostro Parco, con le nostre faggete che sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Un’opera che si inserisce nel contesto, aggiungendo valore, senza impatto né disturbo. Questo connubio avrà un seguito. Il mondo dei Parchi deve confrontarsi con altri mondi, esplorare nuove possibilità”.

Il giusto stimolo per guardare avanti, non solo nell’offerta culturale, ma più in generale nelle politiche di sviluppo, incardinate su due parole chiave: la destagionalizzazione, visto che le presenze si concentrano quasi tutte nei mesi estivi, e una promozione unitaria e mirata. 

“Non dobbiamo accontentarci – spiega Carrara a questa testata – i numeri delle presenze turistiche confermano che le aree protette hanno un potenziale enorme, che va però attualizzato. Ci sono ancora mercati da conquistare, e questo presuppone un grande lavoro. Le aree protette sono state presenti in importanti fiere, ma è chiaro che occorre fare di più.

“La governance del turismo – aggiunge Carrara – è ora affidato anche in Abruzzo alle Destination management company territoriali, che se funzionano rappresentano senz’altro un vantaggio, essendo molto radicate sul territorio. Ma la promozione soprattutto all’estero non può essere parcellizzata, l’Abruzzo va promosso tutto insieme, serve una riconoscibilità forte”. 

Da questo punto di vista il Pnalm rappresenta un modello da seguire.

“Il nostro territorio è attrattivo perché è universalmente riconoscibile grazie al suo animale simbolo, l’orso, che ci sforziamo di tutelare al meglio, minimizzando gli inconvenienti determinati dalla sua presenza. E all’orso, tengo a sottolineare, ora si sono aggiunte le nostre spettacolari faggete vetuste diventate, uniche in Abruzzo, e tra le poche in Italia, patrimonio mondiale dell’Unesco, un potenziale turistico anch’esso esso enorme, e da valorizzare”.

Premessa di un’offerta di una competitiva è però anche la vivibilità quotidiana di un territorio, a vantaggio in primis dei cittadini residenti. E anche qui c’è parecchio da fare, viste ad esempio le condizioni della viabilità locale. A tal proposito non si può non ricordare che ad aprile 2018 la Provincia dell’Aquila ha deciso la chiusura di numerose strade di propria competenza, con il divieto di transito per ciclisti e motociclisti, tra cui importanti tratti nel territorio del Pnalm, per ragioni inerenti allo stato di scarsa manutenzione delle stesse, e mancanza di fondi per intervenire. 

Decisione clamorosa presa a seguito della tragica morte di Angelo Pascale, motociclista 40 enne di Campobasso finito contro il guard-rail prendendo una buca sulla strada regionale 83, che collega Alfedena a Pescasseroli, all’altezza dell’uscita di Barrea.

“La qualità e la sicurezza della rete stradale- commenta Carrara – oltre ovviamente per la qualità della vita di chi ci abita, ha anche una valenza turistica. Come pure la qualità del servizi, e qui purtroppo dobbiamo constatare che spesso dopo un temporale si creano problemi con la rete elettrica e quella elettrica. Chi va in vacanza nelle aree interne non deve necessariamente fare un tuffo nel passato, deve poter vivere nella contemporaneità”.

Infine una battuta sul suo futuro nel ruolo da presidente del parco, che riveste da cinque anni e che come detto scade a primavera 2019.

“Non sono io a dovermi proporre. Continuo a fare il mio lavoro, con l’impegno che ci ho sempre messo. Poi il Ministero e le Regioni faranno la loro scelta, io sono sereno”.