SULMONA – C’è soddisfazione a Sulmona il giorno dopo la visita pontificia di Benedetto XVI. Il vescovo Angelo Spina, grande ispiratore dell’evento che passerà alla storia, esprime l’importanza di quanto accaduto ieri a piazza Garibaldi e nel resto della città peligna.
Ai giudizi positivi si affianca però anche una voce di dissenso, che arriva dalla rete sociale di Facebook: alcuni cittadini di Sulmona pensano che al di là della riuscita dell’operazione-Papa, da questa visita la città di Sulmona potesse ricavare qualcosina di più.
IL VESCOVO SPINA: ”LE PAROLE DEL PAPA PUNTO DI PARTENZA PER RIPARTIRE”
SULMONA – “Le parole del Papa devono essere un punto di partenza per la Regione e per la Valle Peligna. I politici sapranno recepire le esortazioni del Pontefice . Bisogna contribuire tutti alla rinascita di questa regione e soprattutto per questo nostro territorio interno”.
Il vescovo di Sulmona, Angelo Spina ha commentato così il giorno dopo l’intensa visita di Papa Ratzinger, parlando del messaggio di speranza del Santo Padre e della difficile situazione del lavoro nel territorio Peligno.
RIPARTIRE DAL MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI
“Dalla visita del Papa – ha spiegato – si può ripartire concretamente. Uno dei problemi principali è quello del lavoro, che si è acuito con il terremoto del 2009 e questo crea, soprattutto nei giovani e nelle famiglie, un senso di smarrimento”.
“Ieri – ha ricordato Spina – erano presenti tanti uomini politici come Gianni Letta e il presidente Gianni Chiodi. Loro hanno raccolto l’esortazione papale, rivolta a tutti e in modo particolare agli uomini che governano la nostra terra”.
Sottolineando l’importanza storica per l’Abruzzo dell’evento, il vescovo ha affermato che “quando si vive un incontro così intenso quello che rimane è la gioia, una dimensione spirituale alta. Il messaggio – aggiunge – è tanto forte che può dare speranza, un ala protettiva in più”.
LA QUESTIONE AMBIENTALE
Spina si è soffermato poi sul forte impegno dei vescovi d’Abruzzo e Molise nel voler preservare le ricchezze ambientali della Regione . “Il richiamo a valorizzare il nostro territorio – ha affermato – è stato forte. L’interesse dei vescovi nel voler evitare gli errori dell’uomo, come la realizzazione di un centro oli a Ortona e la privatizzazione delle acque. Le cose che la natura ci ha donato non vanno espropriate all’uomo. Ciò che è stato creato è patrimonio di tutti e occorre evitare ogni tentativo di abuso. Le nostre bellezze vanno tutelate, preservate e consegnate alle generazioni future”.
GIOVANI E DETENUTI
Sull’incontro che Papa Benedetto XVI ha avuto con i giovani nella Cattedrale di San Panfilo e con i detenuti della Casa circondariale di Sulmona, Monsignor Spina ha rimarcato l’importanza delle parole del Pontefice: “Il Santo Padre ha usato sempre la parola coraggio, ricordando la sua presenza tra la gente, condividendo gioie, speranze, sofferenze . La sua presenza rappresenta la forza del coraggio. Le sue parole devono essere un punto di partenza per il futuro ”.
UN IMPEGNO RIPAGATO
Infine, il vescovo ha voluto plaudere all’impegno dell’amministrazione comunale e dei tanti che hanno partecipato all’organizzazione. “Un impegno grande – ha ammesso – che è stato ripagato. Un impegno ecclesiale, ma anche di tutte le istituzioni. A partire dalla Regione , la Provincia, la Prefettura , la Croce Rossa, la Protezione civile. Un grande sforzo dell’amministrazione comunale e del sindaco. A tutti esprimo un grazie. Gli abruzzesi sono grandi, Sulmona è stata splendida, ha recitato la sua parte non come formalità ma come sostanza”.
BRUSCO RISVEGLIO SU FACEBOOK: UN’OCCASIONE PERSA
L’AQUILA – “Una giornata storica”. È stata questa, ieri, la valutazione quasi unanime sulla visita a Sulmona di Papa Benedetto XVI.
Ma il giorno dopo nella città peligna il risveglio è stato brusco. Finita la festa, riposti i cappellini gialli utilizzati (vanamente) contro il sole, qualcuno si rende conto che l’occasione forse poteva essere sfruttata meglio.
Come spesso accade, il luogo del dissenso, che sfugge ai canali tradizionali, è la piazza virtuale di Facebook, in cui qualcuno dice che sì, la festa “ufficiale” è andata bene, ma la città non ha risposto altrettanto.
La miccia che fa partire la discussione è di Giuliana. “Sono delusa e incredula per la realtà – scrive – per quello che ho visto ieri… Ma meno male che, a sentire chi è lontano, è passata la bellezza di una città, invogliando molti a venire a visitarla”.
La replica di Chiara sempre avvalorare la tesi di un successone: “In sintesi… Il telespettatore è rimasto affascinato e la città ha fatto un figurone”.
Ma Maria non è d’accordo: “I turisti pane e frittata. Sono loro che seguono queste manifestazioni in tv o dal vivo… Che vuoi che portino? La domenica mattina il papa ha sempre detto messa su Rai1. E poi… Si rimane affascinati da Sulmona e la domenica successiva da un’altra località, magari da una parrocchia romana!”.
Chiara risponde: “Spero che anche i ‘turisti pane e frittata’ saranno capaci di autodeterminarsi, senza essere travolti dalla sindrome del ‘tutto m’affascina e dunque resto a casa mia sul divano a vegetare'”.
Tocca di nuovo a Giuliana spiegare il motivo della sua delusione. “Ho visto sedie vuote – snocciola – bar vuoti, braccia conserte, silenzio tombale in corso Ovidio subito dopo la messa. Ho visto aree parcheggio vuote. Zone con i maxischermi vuoti. Sulmonesi dal mare che mi telefonavano: ‘Beh come va lì?’. Pazzesco. Scarsissima affluenza. Era un grande evento, e per me è stato un onore esserci, emozionante, sentito. Ma sono rimasta delusa”.
Quanto all’immagine che è passata dalla Rai, per la ragazza peligna “è normale che sia cosi, in quanto al nazionale importava il Papa, non la cronaca e la realtà locale, non i negozi vuoti, non la gente con le proprie emozioni o incazzature”.





