ROMA  – “Se guardiamo alla storia della medicina le grandi epidemie nella storia i virus dopo aver anche dimezzato la popolazione non sono mai più tornati nel luogo del delitto, e sono diventati virus innocui e quindi non patogeni la speranza è che la variante omicron, frutto di oltre 50 mutazioni genetiche del covid originario sia l’inizio di questo depotenziamento. Altra buona notizia è l’approvazione da parte dell’Ema del nuovo vaccino proteico Nonovax, che potrebbe avere una efficacia molto più duratura rispetto a quella dei vaccini m-rna, che purtroppo sono efficaci per pochi mesi”.

Sono solo alcune delle considerazioni sul fronte della quarta ondata della pandemia,  nell’intervista ad Abruzzoweb, di Mario Pepe. professore della Università La Sapienza di Roma, un medico, internista clinico, ma anche un importante politico essendo stato parlamentare dal 2001 al 2013 con Forza Italia e Pdl.  Il 70enne di origini campane,  ma romano di adozione,  è ancora in prima linea nella attività di diagnosi e cura ma soprattutto nel difficile ambito della pandemia nel suo studio medico polispecialistico “Porta Pia per una sanità privata sostenibile” a Roma.

Nell’intervista  il professor Pepe allarga lo sguardo anche all’attualità politica, bocciando la classe politica attuale, “con parlamentari nominati e non eletti” di livello significativamente più basso rispetto a quella che lui ha conosciuto,  promuove il governo delle larghe intese di Mario Draghi, che sul fonte della pandemia “non poteva fare di più di quello che ha fatto”, ed auspica un presidente della Repubblica eletto a grande maggioranza, per evitare una drammatica crisi istituzionale e politica”. Dunque meglio lo stesso Draghi, che Silvio Berlusconi, che pure è il fondatore e leader del partito dello stesso Pepe.

Durissime le parole del professor sullo stato dell’arte del sistema sanitario nazionale, assolutamente da potenziare,  e sull’università che non non  forma più una classe dirigente all’altezza, Infine Pepe lancia l’allarme sulla carenza di medici e infermieri, anche qui per il tragico errore di aver messo il numero chiuso alle università, senza tener conto del reale fabbisogno.

Professor Mario Pepe: quando vedremo la luce della definitiva uscita dal tunnel della pandemia?

Se noi guardiamo alla storia della medicina, alle le grandi epidemie nella storia, i virus dopo aver anche dimezzato la popolazione, non sono mai più tornati nel luogo del delitto, la spagnola  ha flagellato l’Europa intorno agli anni venti  ma non si è più ripetuta quindi l’augurio è che i virus di mutazione in mutazione diventano innocui e non patogeni.

La mutazione rappresentata dalla variate omicron può rientrare in questa auspicabile fattispecie?

La variante omicron , frutto di oltre 50 mutazioni genetiche, di fatto un altro virus, e  attuali vaccini, anche con la terza dose, sono efficaci al 70%, che è meglio di niente, anche se non è il 90-95% di copertura con le versioni precedenti del virus. La buona notizia è però che omicron fa meno danni, chi è contagiato non presenta un grave quadro polmonare, non ha trombosi in una percentuale molto elevata. Sembra che questo nuovo virus  si limiti esclusivamente e principalmente ad attaccare il primo tratto delle vie respiratorie, e quindi potrebbe essere l’inizio magari di una buona notizia. Ciò non toglie che non bisogna abbassare la guardia, mette in atto misure di sicurezza, e continuare soprattutto con le vaccinazioni.