L’AQUILA – “Anche se sono state dimostrate attenzione e sensibilità, al momento non è cambiato niente e dallo Stato, da Ministero, non è arrivata nessuna risposta. Il piano resta in vendita”.
Così il marchese Fabrizio Pica Alfieri non svela clamorosi di colpi di scena in merito alle sorti del piano nobile di Palazzo Pica Alfieri, in piazza Santa Margherita all’Aquila, in vendita da dicembre alla cifra di 5 milioni e 200 mila euro.
Una notizia che ha fatto parecchio discutere in città dove ci si è interrogati sull’opportunità di mettere in vendita parte di un palazzo storico, patrimonio della collettività, ancora di più a seguito dei restauri post sisma. Una decisione inevitabile per Pica Alfieri che più volte ha lanciato appelli alle istituzioni e in molti nel tempo, anche fuori dall’Europa, hanno mostrato interesse.
A raccogliere l’appello è stato poi il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio che ha inviato una lettera al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con la quale, nell’esprimere “preoccupazione per le sorti di un bene architettonico e culturale di particolare pregio che in questi anni ha assunto anche un rilevante ruolo sociale per la Città dell’Aquila e per i suoi concittadini”, ha chiesto al ministro “di porre in essere ogni utile iniziativa affinché il Ministero della Cultura, nel rispetto dei tempi e delle condizioni previste dal vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio, possa manifestare l’interesse a esercitare il diritto di prelazione”.
Al momento, però, ancora nessun atto concreto: “Credo che l’intenzione fosse non tanto della Regione, quanto dello Stato di fare una prelazione. Ad ora, però, nonostante le manifestate buone intenzioni, non ci sono sviluppi e il piano resta quindi in vendita”.
Il palazzo, capolavoro dell’architettura barocca, di fine ‘400, è stato ristrutturato nel Settecento e poi ancora a seguito del terremoto del 2009, in questo ultimo caso grazie ad investimenti pubblici per un importo di 8 milioni e 306 mila euro, iniziati nel settembre del 2014 e terminati nel 2018.
Intanto, nei giorni scorsi, è stato denunciato un minorenne colto sul fatto mentre imbrattava la facciata dello storico palazzo, in prossimità del ristorante Yoichi che occupa il piano terra.
“Ci ha detto che ha fatto una cavolata ma in realtà non ha chiesto neanche scusa – racconta Pica Alfieri – Non so neanche cosa pensare in questi casi, probabilmente voleva solo lasciare la sua firma. Non riesco neanche ad incolpare questi ragazzi che molto spesso non hanno più un orientamento, non sanno distinguere semplici muri da palazzi storici”.




