L’AQUILA – C’è il palazzo di via don Luigi Sturzo, il civico 79 di via XX settembre e quello di via Campo di Fossa, ma anche quello di via Gabriele d’Annunzio, civico 24.

Sono tutti palazzi scomparsi, crollati la notte del 6 aprile 2009, ma ancora “vivi” nei nuovi elenchi telefonici 2011-2012.

Sfogliando le Pagine Bianche fresche di stampa, arrivate da poco tempo nelle case degli aquilani, sembra infatti che il tempo non sia passato dal terremoto di 31 mesi fa. Nell’elenco si possono ancora leggere indirizzi ormai risalenti a una città che non c’è più, quella del pre sisma.

La palazzina al civico 79 di via XX settembre figura ancora nell’elenco, pur essendo crollata con il terremoto, seppellendo 9 persone, e successivamente smantellata completamente dall’inesorabile forza demolitrice delle ruspe.

Paradossalmente proprio questo palazzo risulta sul nuovo elenco come “attuale” indirizzo dell’avvocato Maurizio Cora, che quella notte nel crollo del condominio ha perso la moglie e le sue due figlie.

Come se ciò non bastasse, oltre ai palazzi scomparsi negli elenchi telefonici figurano ancora anche i nomi di persone decedute quella notte.

C’è il dentista Dante Vecchioni, che ha perso la vita nello stesso palazzo dell’avvocato Cora, e continuando a sfogliare si trova anche il nome di Marino Tamburro, scomparso insieme alla moglie Pina nell’edificio in via d’Annunzio, civico 24. Con lui sono morti la figlia Giuliana di 46 anni e il nipote Stefano di 10, e altre 9 persone che vivevano nel condominio.

Esiste ancora, ma solo sulle Pagine Bianche, anche il civico 33 di via Luigi Sturzo, dove 29 persone hanno perso la vita, tra cui anche la moglie e la figlia del dottor Vincenzo Vittorini, che nello stesso elenco figura ancora residente lì.

Stessa cosa per il palazzo di via Campo di Fossa, civico numero 6, che con la scossa è collassato facendo 27 vittime. Aurelio Giallonardo, morto con sua moglie sotto le macerie di questa palazzina, figura ancora sull’elenco. Anche Piervincenzo Gioia è ancora sulle Pagine Bianche, insieme al palazzo che ha seppellito anche sua moglie, Katia Cialone, che con lui viveva nella palazzina di via XX settembre, numero 123.

Una situazione decisamente irreale quella fotografata dagli elenchi di Pagine Bianche, che mentre all’interno sembrano non considerare il fatto che sia avvenuto un terremoto, nella stessa copertina richiamano invece l’evento sismico con una foto (la cui didascalia è ‘Uniti per l’Abruzzo’) che ritrae un gruppo di giovani armati di pale e carriole, simbolo di quello che è stato fatto per superare l’emergenza e di una ricostruzione su cui bisogna ancora lavorare tanto.

Armati della stessa pazienza con cui attendono che la città venga ricostruita, gli aquilani a questo punto dovranno aspettare la prossima edizione degli elenchi, quella 2012-2013, per avere (forse) i numeri telefonici e gli indirizzi veri della “L’Aquila 2.0”, quella post terremoto.