L’AQUILA – Un lettore di AbruzzoWeb ha denunciato, in una lettera, l’assurda condizione in cui versa uno storico canale della frazione di Paganica (L’Aquila), detto della “Cona”, che dalla sorgente di San Giuseppe, in prossimità delle “Fontanelle”, attraversa il borgo da Ovest a Est in direzione San Gregorio: completamente ostruito dai detriti e ormai inutile.
PAGANICA: CANALE SCOLO ACQUE OSTRUITO, PERICOLO ALLAGAMENTI
Scavato per drenare le piogge che scendono a valle dalle colline e montagne circostanti e in passato per fornire l’acqua necessaria all’irrigazione dei campi della parte alta della vallata non irrigabili con le acque dei canali naturali siti più a valle, per molti anni ha avuto uno scopo importante per la frazione aquilana.
Oggi invece, le caditoie, create negli anni lungo l’antica valvola di sfogo per trattenere il pietrisco e far scorrere l’acqua, sono completamente ostruite da foglie e sporcizia che nessuno rimuove e questo non permette alle acque di defluire e quando ci sono temporali e piogge prolungate causando l’allagamento di strade e cantine delle case circostanti.
Con la gigantesca nevicata di questi giorni sicuramente il pericolo esondazioni aumenterà, quando la neve tra qualche settimana comincerà a sciogliersi, si troverà a defluire in un canale completamente ricolmo di sporcizia.
Il lettore racconta nella lettera la storia del canale: “in seguito alla forte urbanizzazione degli anni ’60 e ’70, il canale che lo ricordiamo era a cielo aperto e che annualmente veniva ripulito dai detriti, fu coperto lungo il tratto abitato e ci furono installate numerose caditoie per la raccolta delle acque piovane”.
“Negli stessi anni – continua il lettore – in concomitanza del traforo del Gran Sasso, come noto, si è abbassato il livello dell’acqua per molte sorgenti del nostro territorio, tra le quali anche quella in oggetto di San Giuseppe, lasciando a secco tale canale della Cona”.
Nella lettera si spiega che, “in questi decenni il canale ha continuato a raccogliere detriti, cicche di sigarette cartacce e comunque tutto ciò che le aperture delle caditoie lasciano passare”.
Il canale potrebbe essere alimentato dalle acque del torrente Raiale per spurgarlo dai detriti e fare in modo che non si intasi, ma stando alla lettera sembra che nessuno si prenda l’impegno di farlo, soprattutto quando nel periodo autunnale e primaverile abbonda l’acqua, invece in estate l’acqua del torrente viene impiegata dai contadini di Assergi (L’Aquila) e Camarda (L’Aquila) per l’irrigazione e rimane spesso a secco”.
Purtroppo lungo il percorso del canale ci sono anche “alcuni scarichi sia di fogne che di gronde dei tetti” precisa il lettore e in aggiunta a questo “il terremoto del 6 aprile 2009 ha peggiorato la situazione in quanto il pietrisco delle macere del centro storico, quasi completamente distrutto, viene trasportato a valle del paese e quindi captato dalle caditoie del canale”.
Il canale da quanto racconta il lettore sembra ormai avere esaurito la sua antica funzione ma purtroppo la sporcizia che lo invade sta creando non pochi problemi a chi ha un’abitazione nelle vicinanze.
“Nell’ultimo temporale estivo della scorsa stagione (si parla dell’estate 2011, ndr.) – scrive con evidente puntiglio il lettore – alcune cantine delle nuove abitazioni a valle del Rione San’Antonio, si sono allagate anche perché l’acqua torrenziale che proveniva dalla collina di Casanova, ha trovato completamente intasate una serie di caditoie per tutta la larghezza della strada, realizzate appunto per lo sbarramento e il rallentamento della velocità dell’acqua e del pietrisco, site nella parte alta di Via delle Rocce”.
La denuncia del lettore di questo giornale è volta soprattutto a sensibilizzare e ammonire “chi di competenza – scrive – affinché venga rimosso al più presto il pietrisco nelle suddette caditoie e nel canale in oggetto” perché purtroppo di temporali ce ne sono sempre molti e adesso, con questa epocale nevicata, il rischio di ritrovarsi la cantina sommersa dall’acqua, quando la neve si scioglierà, sembra una triste certezza. (a.c.)
Intanto...
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