PESCARA – Il Partito Democratico denuncia il ridimensionamento dell’ospedale civile di Popoli Terme (Pescara), in particolare della Rianimazione.
In conferenza stampa a Pescara il consigliere regionale Antonio Di Marco ha ricordato che il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, “si recarono all’ospedale di Popoli per parlare dell’avvio dei lavori, in particolare al secondo piano del comparto C2 dove mandare la Rianimazione; poi, nell’agosto 2025, il direttore generale della Asl di Pescara Michitelli rispose a una mia istanza confermando il potenziamento di tutti i servizi dell’ospedale di Popoli, fra cui la Rianimazione. Invece – ha sottolineato l’esponente dell’opposizione – arriviamo al 18 dicembre 2025 quando una determina dirigenziale, con il pretesto della sanificazione del reparto di Rianimazione, di fatto sospende, ma noi diciamo ‘sopprime’ il servizio all’ospedale di Popoli”.
Ha fatto notare Di Marco che “non c’è un atto aziendale, che pure noi abbiamo cercato, che parla della chiusura. Non sappiamo se ci sia stata una volontà dirigenziale o della politica, ma oggi vogliamo sapere chi ha deciso con una determina non veritiera. Le aree interne hanno bisogno di certezze e non di confusione. La Rianimazione – ha proseguito – di fatto è trasferita tutta a Pescara, questo significa da una parte congestionare Pescara dall’altro non garantire un servizio di prossimità di cui tanto Marsilio e Verì parlano. Vogliamo sapere, a questo punto, chi ha deciso cosa”.
Di Marco porterà la questione in Commissione Vigilanza e in Commissione Sanità del Consiglio regionale d’Abruzzo, “chiedendo risposte certe su tempi, modalità e garanzie assistenziali”. In conferenza stampa, accanto al consigliere regionale, anche Carmine Di Carlo, medico rianimatore, in passato di stanza nel presidio sanitario di Popoli, oggi motore del gruppo comunale ‘RianimiAmo Bussi’ che più volte si è occupato della vicenda.
Secondo Di Marco, inoltre, l’attuale direttore generale della Asl di Pescara “non dovrebbe essere in carica alla luce della costituzione di parte civile dell’Azienda sanitaria nei suoi confronti nel procedimento penale sulle liste d’attesa: la legge vieta che un direttore generale amministri un Ente con cui ha una causa pendente, eppure continua a firmare atti e decisioni strategiche: un grave cortocircuito istituzionale. Chi è a servizio della comunità deve essere inattaccabile. Invece non accade, esempio pratico è proprio la chiusura della Rianimazione a Popoli Terme all’insaputa della comunità: di fatto il reparto è chiuso da prima di Natale”.
“Alla mia richiesta dell’Atto aziendale, fatta lo scorso 30 giugno, per conoscere le temute sorti del reparto – ha spiegato ancora Di Marco – arriva una risposta evasiva del direttore generale che mi dice che farà ciò che decide la Regione e che comunque il documento non è disponibile, ma che è intenzione della Asl rilanciare il presidio. Strano modo di farlo, se dopo soli sei mesi, invece, si chiude la Rianimazione alla chetichella, ma si fanno grandi assicurazioni che comunque la Tipo, Terapia intensiva post operatoria, è una gran bella opportunità”.
Il consigliere di opposizione ha fatto notare, poi, che la chiusura della Rianimazione a Popoli Terme è “a scapito delle aree interne e dei pazienti lontani dalla costa, costretti a corse della speranza se un reparto simile viene scompaginato. La Terapia intensiva post operatoria è un’altra storia che oggi si sta cercando di raccontare, depotenziando, inspiegabilmente, una struttura che funziona”.






