L’AQUILA – Al reparto di psichiatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un paziente ha violentemente aggredito tre infermieri, due uomini e una donna.
E’ avvenuto ieri mattina, e per tutti e tre gli infermieri la prognosi è di un mese. L’autore della violenta aggressione è un paziente agli arresti domiciliari, che è ricoverato da sei mesi al reparto, a seguito della decisione del giudice. L’aggressore resta ricoverato nel reparto.
Non è certo il primo episodio che si verifica, e grande è lo sconforto tra il personale. Chiedendo l’anonimato, a sfogarsi ad Abruzzoweb è un addetto del reparto psichiatria.
“Oramai è un continuo, un calvario, uno stillicidio, gli infermieri subiscono continuamente ingiurie verbali e aggressioni fisiche, come quella di ieri, gravissima, e che poteva finire molto peggio. Questi episodi vengono relazionati, ma non resi noti all’esterno. E soprattutto non vengono prese decisioni importanti per trovare una soluzione”.
La fonte spiega poi che “nel reparto il numero massimo di pazienti dovrebbe essere di 14 più un posto per una emergenza tso, ma spesso si arriva a 17 pazienti, difficili da gestire, tenuto conto che gli infermieri sono quattro per turno, e questo peggiora ancor di più le cose”.
Reparto al limite del collasso, personale sanitario esposto a rischi quotidiani e una Direzione che continua a ignorare le richieste di intervento”.
Ad intervenire è anche la Cisl fp dell Aquila.
“Un’aggressione che si sarebbe potuta evitare, se solo la gestione del reparto fosse stata adeguata e se le richieste sindacali fossero state ascoltate. Non è la prima volta che la Cisl Fp denuncia il problema. La gestione dei pazienti nel reparto di Psichiatria è ormai fuori controllo: i posti letto assegnati sono regolarmente superati, con ricoveri oltre il limite stabilito”.
“Questa situazione, oltre a mettere in difficoltà gli operatori sanitari, aumenta i rischi per i pazienti stessi, costretti a ricevere cure in un ambiente inadeguato e pericoloso. È inaccettabile che il reparto sia utilizzato come una struttura di contenimento per pazienti con problemi complessi, senza garantire un’organizzazione adeguata né strumenti idonei alla gestione di situazioni critiche. Già nel giugno 2024, la Cisl Fp aveva inviato una nota formale alla Direzione Generale per segnalare la gravità della situazione. A distanza di mesi, nulla è cambiato e, anzi, la situazione è peggiorata”.





