L’AQUILA – Una mattinata “ostaggio” del cup con un bambino di 4 mesi al seguito costretto ad interminabili ore di fila.

La disavventura è accaduta nei giorni scorsi e a segnalarla è una lettrice di Abruzzoweb che racconta di aver dovuto affrontare particolari peripezie, insieme a suo marito, per prenotare una visita oculistica per il loro bambino all’ospedale dell’Aquila.

“La visita è stata fissata direttamente dal reparto quando il bimbo è stato dimesso alla nascita – spiega – L’appuntamento era per le 11, mio marito ha dovuto prendere due ore di permesso da lavoro e alle 10.30 siamo arrivati al parcheggio a pagamento del cup. Qui ci siamo trovati, come sempre, davanti a una lunghissima fila di utenti ma mi è stato detto di prendere il numeretto con la priorità perché avevo il bimbo piccolo. Faccio comunque la fila per 20 minuti ma quando è arrivato il mio turno il cassiere non ha voluto saperne di farmi pagare perché, mi ha detto lui, i neonati non hanno la priorità”.

“Nel frattempo sono arrivate le 11, abbiamo preso il numeretto normale (120 persone avanti a noi) e siamo andati in reparto: io sono rimasta con mio figlio per la visita e mio marito è tornato al cup per pagare. Terminata la visita ho aspettato lì perché in reparto hanno preso ‘in ostaggio’ il libretto del bambino, non me lo hanno restituito perché avrei dovuto portare l’impegnativa pagata. Intanto scadono le due ore di permesso che mio marito si era preso ma mancavano ancora 60 persone prima che fosse il suo turno”. 

“Con un bambino di 4 mesi al seguito, stanco e affamato, ho deciso quindi di riaccompagnare mio marito al lavoro e ovviamente in reparto si sono tenuti il libretto sanitario (è legale?). Ho accompagnato mio marito e sono tornata al cup dove, nel frattempo, le persone avanti a me erano diventate 32”.

“Il bambino sempre più stanco ed impaziente ha cominciato a piangere (eravamo usciti di casa alle dieci, era l’una ormai) e allora l’ho preso in braccio ed è a questo punto che è successo l’incredibile: il cassiere dello sportello cortesia (non quello della mattina) mi ha chiamata dicendo che quando ci sono bimbi così piccoli presenti in sala loro li fanno passare avanti. La cosa ovviamente mi ha fatta arrabbiare e l’ho fatto presente dicendo che già la mattina alle dieci e mezza ero stata dal suo collega lì vicino facendo la fila prioritaria, proprio perché sapevo che solitamente fanno così, ma lui non ne aveva voluto sapere, e adesso invece venivo fatta passare avanti a tutti. Quindi come funziona? È arbitrario?”.

“Mio figlio di 4 mesi doveva sfinirsi prima di poter pagare un cavolo di appuntamento? Tengo a precisare che è impossibile pagare online in quanto gli appuntamenti dati direttamente dal reparto non hanno il codice di prenotazione necessario per pagare online (mi succedeva la stessa cosa per pagare le visite in gravidanza prenotate all’ambulatorio di ostetricia e ginecologia ma almeno in gravidanza avevo davvero il diritto alla priorità)”.

“Ma non è finita qui. Pagata la prestazione sono tornata in reparto per riprendere il libretto ‘tenuto in ostaggio’ ma l’ascensore che collega il cup ai piani superiori non funzionava. Ovviamente ero col carrozzino per cui era improbabile salire tutte le scale. Ho aspettato 20 minuti chiamandolo più volte ma senza successo. A quel punto ho chiamato anche l’ufficio informazioni, che si trova allo stesso piano dell’ascensore bloccato, chiedendo se fosse possibile effettuare un controllo, ma niente”.

“Alla fine, stanca e frustrata, ho deciso di tornarmene a casa con la prestazione finalmente pagata ma con il libretto ancora ‘in ostaggio’ dal reparto. Sarò costretta ad andarlo a riprendere un altro giorno”, conclude. red