L’AQUILA – Approda in Consiglio comunale all’Aquila la discussione sulla chiusura del reparto di Medicina ospedaliera dell’ospedale San Salvatore.
A occuparsene il capogruppo dell’Italia dei valori, Giuliano Di Nicola, che ha chiesto la convocazione di una seduta straordinaria.
Intanto la contestatissima decisione del manager della Asl numero 1, Giancarlo Silveri, contro la quale sono state raccolte 5 mila firme con l’Ugl che gli ha chiesto di dimettersi, trova anche qualche sostenitore.
Il docente dell’Università dell’Aquila Marco Valenti si è infatti schierato con il manager commentando attraverso la rete sociale di Facebook un articolo di AbruzzoWeb.
“Ho presentato alla Presidenza del Consiglio, come capogruppo dell’Idv, una richiesta di convocazione per un Consiglio comunale straordinario – scrive Di Nicola, urologo – La richiesta è stata sottoscritta da una decina di consiglieri di maggioranza e opposizione per discutere delle tematiche relative alla sanità, stante anche l’estrema urgenza dovuta ad alcune decisioni prese nella direzione generale della Asl”.
“L’intento è quello di formulare proposte concrete alternative, che tengono conto delle esigenze degli utenti in primo luogo, in presenza di scarsità di risorse economiche”, conclude.
“Sapendo di andare controcorrente rispetto alle dichiarazioni politico-sindacali di questi giorni, vorrei far presente che i richiami alla ‘tradizione’ ospedaliera del reparto, che si vorrebbe contrapposto alla divisione di Medicina universitaria, è fuori luogo”, scrive Valenti.
Secondo il docente, infatti, “il prof. Gianfranco Natali, professore di ruolo di Patologia medica, volle fortemente e ottenne la clinicizzazione del reparto di Medicina. Solo dopo la sua scomparsa – prosegue – la dirigenza aziendale dell’epoca ritenne opportuno affidare la direzione del reparto a personale medico non universitario”.
“In sostanza, l’attuale proposta di riunificare il reparto con 34 posti letto a direzione universitaria è ‘fedele’ all’antica vocazione universitaria in cui credeva il prof. Natali – assicura – e d’altra parte non ci sono motivi di ordine tecnico per ritenere che l’efficienza di un reparto dipenda dallo stato giuridico del primario”.
“La contestuale creazione di un reparto ospedaliero di Immunologia non può certo essere definita una ‘diminutio’ dell’offerta sanitaria – conclude – La ‘mobilitazione’ di questi giorni è la riprova di quanta sensibilità esista sulle questioni della salute, ma anche di come sia facile per sindacalisti e politici utilizzare frammenti di informazione per costruire facile consenso.



