L’AQUILA – Già 30 donne, in appena 4 mesi dall’attivazione del parto in acqua all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, hanno appagato lo straordinario desiderio di mettere al mondo un figlio in un’atmosfera particolarmente piacevole e rilassante.
Il desiderio di vivere la dimensione del parto nella speciale vasca dell’ospedale è così dirompente che le richieste espresse dalle partorienti sono in numero ben superiore alle 30 donne che sono riuscite a provare l’indescrivibile sensazione della nascita in acqua.
Ciò perché, a ogni istanza avanzata dalla donna, segue una rigorosa analisi dello stato della gravidanza da parte dello staff medico. L’ok all’accesso in vasca arriva solo quando tutti gli esami danno un responso perfetto e dunque non vi sono rischi particolari.
“Purtroppo non è possibile accogliere tutte le tante richieste che ci vengono espresse – ammette il professor Gaspare Carta, direttore dell’unità di Ostetricia e ginecologia – perché esse devono superare tutti i parametri di sicurezza previsti”.
“La valutazione medica della gravidanza, dopo la richiesta da parte della donna, viene effettuata al momento del ricovero in ospedale. Le donne che hanno una gravidanza senza particolari problemi entrano in acqua nel momento in cui comincia la fase dilatativa e dunque iniziano le contrazioni – prosegue – Il contatto con il liquido ha un comprovato effetto rilassante sulla muscolatura della partoriente e dà una sensazione di profondo benessere. Il travaglio compiuto nel liquido può sfociare nella effettiva espulsione del feto in acqua oppure concludersi al di fuori”.
L’opzione del parto liquido registra un marcato interesse, oltre che dalla provincia dell’Aquila, da parte di molte donne della costa adriatica che contattano il San Salvatore per chiedere informazioni e prepararsi alla maternità nel capoluogo regionale, aumentando la mobilità attiva provinciale.
Dare la vita in vasca all’interno dell’Ostetricia aquilana, che si avvale di un collaudato team di ostetriche guidato da Daniela Evangelista, è una prestazione aggiuntiva e d’eccellenza offerta dall’ospedale del capoluogo che, oltretutto, dispone di un reparto molto efficiente di Neonatologia, diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio, per assistere bimbi prematuri.
Un’unità operativa, quella di neonatologia, che opera in ottima sinergia con ostetricia e che insieme rappresentano un blocco operativo all’insegna della sicurezza per mamme e neonati.
Intanto, da gennaio a oggi, i parti complessivi a ostetricia (compresi quelli in acqua) sono 151, a una media di 3 al giorno.
Un andamento in sintonia con lo standard consolidato che ha portato anche quest’anno ostetricia a superare la soglia dei mille parti annui.



