L’AQUILA – “Presto potrebbe concretizzarsi per l’Ospedale ‘San Salvatore’ una seria criticità relativa al servizio di sterilizzazione dei ferri chirurgici utilizzati nelle sale operatorie e in tutti i reparti del nosocomio regionale”.
A renderlo noto le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Filcams Cgil, Femca Cisl e Fisascat Cisl della Provincia dell’Aquila-
“A seguito di un cambio di appalto, infatti, a dieci tra lavoratrici e lavoratori sono state avanzate proposte peggiorative delle proprie condizioni salariali nonostante la presenza di una normativa regionale che salvaguarda i diritti acquisiti dai lavoratori proprio in occasione dei cambi di gestione”, spiegano in una nota.
“I lavoratori sono impiegati, alcuni da oltre 25 anni, in un servizio che richiede una grandissima professionalità e la cui importanza è tale che, in caso di disservizi, potrebbero essere a rischio le più importanti cure emergenziali del capoluogo abruzzese. Ai lavoratori, infatti, viene proposto un nuovo contratto di lavoro che prevede riduzione retributiva che tocca il 30% e vengono proposte soluzioni contrattuali che, se da una parte non prevedono di indennizzare equamente la reperibilità in turni, dall’altra non ne possono neanche prevedere l’obbligatorietà”.
“Nel corso dei numerosi incontri in sede sindacale e Prefettizia, tenuti su impulso delle scriventi, i vertici della Asl hanno a più riprese garantito il mantenimento di ogni posizione retributiva e normativa acquisite – sottolineano – Ad oggi queste garanzie sono state smentite nel corso degli incontri svolti con con la nuova affidataria. Sembrerebbe, infatti, che la Asl non garantisca la copertura economica per i costi da sostenere per i salari dei lavoratori e, in un tragico gioco di scarico di responsabilità, ad oggi questi professionisti non hanno più alcuna certezza rispetto al mantenimento del loro salario”.
“Nessun cenno alla clausola di salvaguardia prevista dalla normativa regionale vigente che la Asl1 dovrebbe far rispettare. Nessun rispetto per i lavoratori che garantiscono da anni la propria opera per la Asl e per la salute degli utenti che fruiscono dei servizi dell’ospedale regionale; gli stessi lavoratori e lavoratrici che, anche nella prima metà di questo mese, con grande responsabilità hanno seguito a garantire un servizio essenziale per la comunità”.
“Solo molte, troppe, le promesse che ad oggi rimangono vuote parole. I lavoratori chiederanno nuovamente, nei prossimi giorni, l’intervento del Prefetto su una vicenda che attiene alla salute pubblica e non può essere trattata con tale colpevole trascuratezza da parte dell’azienda sanitaria. Non può essere ulteriormente tollerato questo continuo scarico di responsabilità in cui i lavoratori e gli utenti rappresentano, tanto per cambiare, le uniche vere vittime. Le lavoratrici e i lavoratori si riservano di agire in ogni sede, nel rispetto della normativa vigente, affinché siano riconosciuti i propri diritti. La salute deve andare di pari passo al diritto al lavoro e al giusto salario”, concludono i sindacati.






