CHIETI – Dopo un iter che si è trascinato per oltre tre anni, sembra essere finalmente in dirittura d’arrivo l’accordo sul project financing del ospedale di Chieti, da abbattere e ricostruire in massima sicurezza sismica

 Nella riunione che si svolta lunedi’ scorso a Pescara, il responsabile unico del procedimento indicato dalla Regione, Emidio Primavera, insieme ad altri dirigenti regionali, e i rappresentanti della Nocivelli e della Maltauro, promotori del project financing, e quelli della società di consulenza Kpmg, hanno infatti definito nei dettagli le ultime modifiche e le limature della proposta progettuale, dal punto di vista tecnico, economico e legale.

 L’incontro, solo l’ultimo di una lunga serie tra le parti, è stato definito “molto proficuo” dai partecipanti, e si è stabilito che entro fine mese verrà rimodulato nella versione definitiva.

A quel punto, secondo quanto si è appreso, non ci dovrebbero essere più ostacoli per la dichiarazione di pubblica utilità da parte della commissione regionale presieduta proprio da Primavera che nei primi mesi dello scorso anno, ha avocato a sè la competenza dalla Asl provinciale di Chieti che non si era mai pronunciata sulla proposta.

Stando ad un cronoprogramnma interno, il tanto atteso bando di gara potrebbe essere indetto entro l’autunno del 2018, dove i proponenti, in questo caso Maltauro e Nocivelli, avranno il diritto di prelazione.

Se le tempistiche prospettate saranno mantenute, la dichiarazione di pubblico interesse sarà rilasciata con ogni probabilità proprio nel bel mezzo della campagna elettorale delle politiche del 4 marzo.

 Elezioni in cui sarà quasi certo candidato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, del Partito Democratico, il massimo promotore del project financing dell’ospedale teatino, ed anche di altri project relativi alla realizzazione o profonda ristrutturazione di altri nosocomi abruzzesi.

 D’Alfonso però dovrà vedersela con candidati del Movimento 5 stelle e del centrodestra, Forza Italia in primis, che invece da anni danno battaglia contro queste ipotesi, e che per quanto riguarda il nosocomio teatino, sostengono che sarebbe molto più vantaggioso per l’erario ristrutturale l’esistente con fondi interamente pubblici. Una proposta in tal senso è stata già bocciata dalla Asl teatina.

 Il progetto ad oggi prevede l’abbattimento e la ricostruzione del vecchio nosocomio, insicuro sismicamente. La nuova struttura, in base al progetto, anch’esso modificato e aggiornato nel corso degli incontri che si susseguiti da alcuni mesi, avrà un costo di realizzazione di 225 milioni di euro, con 500 posti letto, con la garanzia della massima sicurezza e con spazi radicalmente ripensati. Il privato si rifarà poi dell’investimento, grazie alla gestione per trent’anni di alcuni servizi, come la manutenzione delle opere edili, aree verdi e impianti, e altri eventualmente da determinare. (ft)