CHIETI – “Il presidio ospedaliero di Chieti riveste un ruolo regionale strategico per i centri di eccellenza che lo caratterizzano, come quelli del polo del cuore e della vista e pertanto, al fine di garantire la sua continuità di esercizio, la Giunta regionale ha deciso di dare avvio al procedimento per la ricostruzione potenziata del plesso ospedaliero clinicizzato di Chieti”.

La decisione, formalizzata così in una nota, è stata assunta oggi dalla Giunta regionale, convocata dal presidente, Luciano D’Alfonso, nel capoluogo teatino in seduta straordinaria, così come prevede l’articolo 49 dello statuto della Regione Abruzzo.

Piovono contestazioni dal centrodestra che parla di “carta straccia” trattandosi di una delibazione, documento di tipo diverso dalla deliberazione, che non ha impegno finanziario certificato dal settore Bilancio.

Sembra comunque trattarsi di un qualcosa di diverso dalla mega struttura da 200 milioni di euro proposta dalla ditta Maltauro, quella coinvolta negli scandali Expo e Mose.

Un ospedale tutto nuovo che D’Alfonso aveva annunciato inizialmente di voler costruire in una zona tra Chieti e Pescara, chiamata con una metafora infelice “la striscia di Gaza”, salvo poi cambiare orientamento, secondo i maligni in vista delle elezioni amministrative nella città teatina alle quali il piano originario avrebbe causato un brusco calo di consenso alla coalizione di centrosinistra.

Nel provvedimento approvato, prosegue la nota dell’amministrazione, viene stabilito anche il punto catastale dell’insediamento, che sorgerà in località Colle dell’Ara.

La vicenda del nuovo ospedale si inquadra nel momento complessivo delicatissimo che viva la sanità chietina, con il manager della Asl, Francesco Zavattaro, che si è dimesso in forte polemica con il governatore e con l’assessore al ramo Silvio Paolucci.

Inoltre è spuntato un documento segreto nel quale viene ipotizzata la fusione tra l’azienda sanitaria teatina e quella pescarese: manovre, strategie e dichiarazioni sulle quali Febbo vuole vederci chiaro tanto da annunciare che presenterà un esposto in procura.

Nella stessa contestata seduta della Giunta in ospedale, l’esecutivo ha approvato un ulteriore provvedimento con il quale è stato recepito il “documento di ingresso del sistema Abruzzo nella strategia macroregionale Adriatico-Ionico per i corridoi della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T).

La decisione nasce dalla costatazione che, allo stato attuale, nessuna delle parti della rete infrastrutturale ricadente nel territorio abruzzese appartiene ai corridoi della rete Ten-T. (alb.or.)

FEBBO 1: ”PUBBLICHI TUTTA LA DELIBERA”

“Prendiamo atto che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso in un momento di inusuale trasparenza, forse legata al clima elettorale, abbia mostrato l’esistenza della delibera di Giunta, pubblicandone solo la prima pagina su Facebook, per la costruzione del nuovo ospedale e soprattutto che sarà a Chieti, localizzato a Colle Dell’Ara ma attendiamo di conoscere tutti i contenuti del provvedimento nella sua interezza”.

È quanto dichiara il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo (Forza Italia), che spiega: “L’unica notizia certa è il luogo dove sorgerà il plesso ospedaliero clinicizzato ma resta il mistero sugli effettivi contenuti della Delibera e soprattutto sugli eventuali allegati che attendiamo di visionare. Mi auguro che una volta approvata venga portata a conoscenza della collettività, o meglio che sia pubblicata regolarmente sul Bura per essere efficace. Tra l’altro, lo stesso manager Zavattaro aveva richiesto ufficialmente l’approvazione dell’atto per ben quattro volte”.

“Mi chiedo a questo punto se esista la clausola che prevede il recesso della ditta Maltauro – prosegue Febbo – e se viene menzionata sul provvedimento dell’esecutivo. Come restano ancora tanti dubbi e quesiti sul ‘licenziamento’ di Zavattaro e per questo sono sempre più convinto di rivolgermi alla Magistratura. Credo sia chiaro che l’ormai ex Manager della Asl avrebbe costituito un ostacolo al progetto ‘dalfonsiano’: sembra infatti che il presidente della Regione abbia cavalcato i suoi due progetti in tema di sanità quali il mega ospedale e la Asl unica Chieti-Pescara (o Pescara-Chieti a seconda di dove si legge) proprio per ‘far fuori’ Zavattaro e ‘impossessarsi’della nascente struttura”.   

FEBBO: “UNA PARATA PATETICA E INUTILE”

“La parata odierna messa in scena dal presidente D’Alfonso, che ha portato la sua Giunta all’interno dell’ospedale di Chieti per approvare una delibera sulla nuova struttura ospedaliera, è patetica, strumentale, ma soprattutto senza nessun valore giuridico”.

Lo ha poi affermato in una nota pomeridiana lo stesso Mauro Febbo (Forza Italia).

“Abbiamo capito innanzitutto che D’Alfonso sia in una confusione di territori poiché passa in pochi giorni dalla mega struttura nella ‘striscia di Gaza’ alla semplice ristrutturazione dell’attuale ospedale dopo aver capito che le quotazioni del suo partito e del suo candidato sia fortemente in calo”, fa notare.

“Credo che i cittadini di Chieti – spiega Febbo – non meritino di essere presi in giro in questa maniera, solo ed esclusivamente per finalità politiche ed elettorali nascondendo la realtà dei fatti. Infatti quella approvata oggi non è una delibera, ma una semplice delibazione poiché non nasce da nessuna obbligazione giuridicamente valida”.

“Tant’è che, pur prevedendo un impegno finanziario della Regione, non è certificato dal parere del servizio Bilancio. Sono solo chiacchiere e propaganda – prosegue – Con grande rammarico devo registrare che D’Alfonso utilizzi una struttura di eccellenza e la sanità solo per scopi elettorali senza scrupolo alcuno”.

“Non permetterò a D’Alfonso, Paolucci e compagni di prendersi gioco di Chieti e dei teatini per questo continuerò a vigilare su ogni atto della Regione che possa rappresentare una danno alla comunità”, conclude.

DI STEFANO: “SQUALLIDA AZIONE DI BASSA PROPAGANDA”

“La platealità del presidente D’ Alfonso è arcinota e oggi ne abbiamo avuto un’ennesima dimostrazione: è venuto alla Asl di Chieti per una Giunta straordinaria sull’ipotesi di una nuova struttura ospedaliera. Allora mi domando: quando un domani, per la campagna elettorale di Ortona, dovesse fare un provvedimento per il porto, la organizzerà in acqua? Ma senza però poi ricorrere ai reparti militari per tornare alla riva, come già fatto in precedenza”.

Lo dichiara polemicamente in una nota il deputato chietino Fabrizio Di Stefano (Forza Italia).

“Non è nel becero fumo di campagna elettorale che si maschera invece la cogente concretezza di una scelta cosi importante quale un project financing, presentato dalla Maltauro, per un nuovo ospedale – continua – Vogliamo vedere le carte e vogliamo soprattutto un confronto sul piano sanitario, che deve essere modificato prima di approvare quel progetto”.

“E soprattutto vogliamo sapere: dove toglierà i posti letto? In quali strutture li toglierà? Quali specialistiche verranno potenziate a Chieti? E con quale strategia sanitaria? – le domande polemiche – Continuiamo a essere pronti al confronto, ma lo pretendiamo prima che si voti a Chieti, perché anche un ingenuo capirebbe che quella di oggi è solo una squallida azione di bassa propaganda elettorale”.

“Com’è possibile che sia tornato cosi repentinamente indietro sull’ idea di realizzarlo sulla ‘striscia di Gaza’? E soprattutto mi chiedo, c’entra qualcosa questa delibera di oggi con le dichiarazioni e dimissioni del manager Zavattaro? Mi auguro che se lo domandino anche in altre sedi…”, vagheggia Di Stefano.

“Il presidente D’ Alfonso sta cercando di recuperare una campagna elettorale che si sta dimostrando assai difficile per il suo candidato, come risulta anche dai sondaggi in nostro e loro possesso e che ci confortano molto – conclude – Ma questo suo dinamismo dimostra ancor di più ciò che noi affermiamo da sempre: il candidato del centrosinistra ‘Luciano’ Febo risulta essere sempre più Luciano e sempre meno Febo”.