CHIETI – Tutti i reparti dell’ospedale di Chieti che dovranno essere trasferiti, a seguito della relazione della Procura che ha giudicato alcune parti dell’ospedale e rischio sismico, dovranno restare a Chieti.
E’ la precisa richiesta fatta dal sindaco Umberto Di Primo al manager Asl, Francesco Zavattaro, ascoltato questa mattina insieme al direttore sanitario Amedeo Budassi, dalla commissione capigruppo del Comune di Chieti.
Da tempo la commissione sanità del Comune chiedeva di incontrare i vertici Asl, che, però, si erano sempre negati. Questa volta, però, alla notizia dell’indagine della Procura che ha definito a rischio sismico i corpi C ed F dell’ospedale, Zavattaro e Budassi non si sono più potuti tirare indietro.
Alla richiesta di Di Primio Zavattaro ha risposto che la soluzione ipotizzata è quella di svuotare progressivamente i due corpi trasferendo i reparti sempre all’interno dell’ospedale.
“Proprio oggi – ha detto il manager – ho diramato un ordine di servizio con cui invitiamo i medici, ospedalieri e universitari, a lasciare disponibili tutti i locali che non svolgono attività assistenziale”. I primi reparti ad essere spostati saranno quelli del corpo C. In particolare Ortopedia, Medicina generale e Chirurgia generale pneumologica.
Maggiori difficoltà presenta lo spostamento del reparto di Ginecologia e Ostetricia, che deve rimanare vicino alle sale parto e alla Tin, la Terapia neonatale, e soprattutto del reparto di Dialisi, per i quali si stanno cercando le soluzioni più adeguate.
Con ogni probabilità, comunque, tutti questi reparti andranno nel corpo B. Successivamente si penserà anche allo spostamento dei reparti che si trovano nel corpo F che ospita quello che Zavattaro ha definito come “il cuore pulsante dell’ospedale”, ovvero i reparti di Terapia intensiva, Rianimazione e Utic.
E’ ovvio che la soluzione dello spostamento dei reparti si trovi soprattutto nell’accelerazione della fase dei collaudi della nuovissima palazzina appena realizzata per trasferirvi il polo cardiochirurgico.
C’è poi il problema di trovare i fondi necessari per tamponare almeno le emergenze strutturali più grosse. “L’emergenza è di tipo regionale – ha detto a riguardo il sindaco Di Primio – la Regione dovrà trovare una soluzione”.





