CHIETI – Diciassette alloggi popolari nel quartiere di San Giuseppe, tra via Tedesco e via Berardi, al centro di Ortona (Chieti), sono da evacuare e 35 persone avranno la necessità di essere sistemate in alloggi idonei.
È quanto ha sottolineato questa mattina nel corso di una conferenza stampa il direttore dell’Ater di Chieti, Domenico Recchione.
“Abbiamo inviato una lettera – ha detto Recchione – al sindaco di Ortona, Nicola Fratino, al prefetto di Chieti, Vincenzo Grego e all’assessore regionale all’Edilizia residenziale Angelo Di Paolo, allegando i risultati delle verifiche statiche effettuate da Rocco Valentini“.
“Il sindaco – ha aggiunto il direttore dell’azienda – aveva già ordinato l’evacuazione di tre famiglie residenti in una delle quattro palazzine”.
“Si tratta – ha spiegato Valentini – di alloggi realizzati nell’immediato dopoguerra come ricoveri stabili per i senzatetto utilizzando le macerie della guerra. Le verifiche hanno accertato l’inidoneità statica degli immobili: le fondazioni sono superficiali, i muri portanti di spessore minore rispetto a quanto dovrebbero essere per non parlare dello stato igienico delle mura interne”.
“Abbiamo istallato sui muri portanti dei fessurimetri con i quali abbiamo accertato che le crepe si sono allargate in soli quattro mesi di mezzo centimetri”.
Secondo l’Ater, il sindaco di Ortona dovrebbe a questo punto emettere un’ordinanza di sgombero ed evacuare gli immobili.
Per Recchioni, “la preoccupazione principale è ora quella di sistemare questa gente e non mandarla in mezzo a una strada”.
“L’Ater è in regime commissariale e quindi può solo fare ordinaria amministrazione – ha concluso Recchione – ma l’assessore regionale potrebbe intervenire per dare mandato all’azienda a compiere un atto di straordinaria amministrazione”, che potrebbe tradursi nell’acquisto di nuovi alloggi.
Evidentemente l’esperienza del terremoto aquilano ha rafforzato i controlli sugli edifici di proprietà pubblica ed è molto alta l’attenzione sui rischi per i cittadini derivanti dalla permanenza in fabbricati non del tutto sicuri.






