L’AQUILA – In due distinti episodi, altrettanti esemplari di orso marsicano hanno allarmato i cittadini delle frazioni di San Sebastiano e Santa Maria, la prima nel comune di Bisegna e la seconda in quello di Ortona dei Marsi, in piena area protetta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

LA CENA SALTATA

A San Sebastiano, all’una della scorsa notte alcuni cani pastore abruzzese hanno cominciato ad abbaiare. Un gruppetto di una decina di giovani, che in quel momento stazionava nella piazzetta centrale, si è avvicinato, vedendo i cani che cercavano di fronteggiare un orso.

Per nulla intimorito, il plantigrado ha aggredito i cani, facendoli allontanare e poi si è diretto verso la chiesa, incurante dei ragazzi che lo inseguivano per farlo desistere dall’entrare nell’abitato.

Una volta raggiunte le case, l’orso si è diretto verso un pollaio, del quale ha provato a forzare la porticina di ingresso, non sapendo che si trattava di pollaio “blindato”, costruito tre anni fa durante le incursioni dell’orsa Gemma.

Saltata la cena, l’animlae ha deciso di riguadagnare il bosco. L’accaduto e’ stato filmato con un telefonino da un ventenne del posto e nei 20 secondi di immagini si vede uno dei cani alle prese con l’orso.

”NON HANNO TIMORE”

Nella frazione di Santa Maria, invece, un altro orso ha tentato di assalire due pollai a ridosso delle case, ma anche in questo caso i latrati dei cani hanno allertato gli abitanti e in particolare alcuni componenti dell’associazione “Amici dell’orso Bernardo”, che sono riusciti a farlo allontanare.

Ferdinando Mercuri, componente dell’associazione, ha riferito: “Nell’ultimo mese abbiamo registrato 15 ingressi dell’orso nei centri abitati e quanto accaduto questa notte è la conferma che nella Valle del Giovenco sono presenti almeno due esemplari”.

“La nostra attività in caso di avvicinamento – prosegue – consiste nel cercare di allontanarlo, ma notiamo che questi animali non hanno timore, insomma non hanno il comportamento schivo e timoroso verso l’uomo, tipico dell’orso”.

“In questi ultimi giorni – conclude Mercuri – ci siamo organizzati in piccole ronde notturne, utili a tutelare lo stesso orso e gli abitanti di questi piccoli centri”.