TERAMO – Spunta una nuova “possibile” amante per Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea. Lo si apprende da fonti investigative. Si tratterebbe di un’altra ex allieve del RAV Piceno, il 235° Reggimento dell’Esercito di stanza alla caserma “Clementi” di Ascoli, dove vengono accolte e addestrate 400 reclute femminili ogni tre mesi.
Si parla di una certa Rosa, con la quale il caporalmaggiore avrebbe avuto una relazione, seppur breve.
La ragazza si aggiunge alla prima amante accertata dell’uomo, Ludovica P., ora carrista a Lecce, che ha confermato nelle settimane scorse di aver avuto una rapporto importante con Parolisi.
Il militare avrebbe continuato a ricevere chiamate da Ludovica anche dopo il ritrovamento del cadavere della moglie Melania, avvenuto il 20 aprile scorso nel bosco delle Casermette, nel Teramano.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta e dall’analisi del traffico telefonico, l’ultima contatto tra i due è avvenuto il primo maggio scorso.
Le testimonianze raccolte finora attestano che i casi di frequentazioni tra reclute (tutte donne) e addestratori al di fuori della caserma ‘Clementi’ sarebbero piuttosto numerosi.
Ieri il vescovo di Ascoli monsignor Silvano Montevecchi ha incontrato le giovani volontarie in caserma per illustrare i contenuti del nuovo progetto educativo promosso dalla Cei, racchiusi nel volume La sfida educativa.
L’attenzione del pool degli inquirenti della Procura di Ascoli Piceno rimane comunque concentrata sull’ambiente di lavoro di Salvatore, l’esercito: oggi il pm Cinzia Piccioni ha sentito un sottufficiale in servizio al Rav Piceno, per capire cosa succede dietro le mura della caserma.
Intanto ieri la casa di Folignano, alle porte di Ascoli, dove l’uomo abitava con la figlia di 18 mesi e la moglie 29enne di Somma Vesuviana (Napoli), uccisa con 32 coltellate, è stata perquisita per quattro ore dai carabinieri.
Prelevati numerosi oggetti e materiali legati soprattutto alla donna morta.
Sembra che gli investigatori abbiamo in particolare cercato un diario di Melania e una chiavetta usb, dai cui contenuti sarebbe possibile risalire ad un movente dell’omicidio.
C’è attesa, quindi, per l’analisi del materiale sequestrato, in particolare saranno analizzati a fondo dai carabinieri di Ris e Ros lo zaino tattico del militare e un plaid che la famiglia utilizzava per i picnic.
Si ridimensiona intanto il giallo sulla conoscenza del sottufficiale della scena del delitto a Ripe di Civitella.
Il militare certamente non ha riconosciuto il bosco da foto scattate dall’amico Raffaele Paciolla, che ha sempre negato di averlo fatto, né da altri, ma dalla descrizione di massima che gli è stata fatta e sufficiente a capire che in quel posto c’era già stato con la moglie e per le “continuative” in ambito militare.
Secondo fonti investigative non risulta poi che Parolisi abbia invece mai descritto con precisione la posizione del cadavere, che non poteva conoscere, non essendo stato sul posto al momento della scoperta del corpo, ma solo due giorni dopo per un sopralluogo con inquirenti e investigatori.
Infine gli inquirenti non sembrano inclini a dare molto peso ad un altro presunto mistero, la sparizione degli occhiali da sole che Melania portava la mattina della sua scomparsa e il marito avrebbe poi indossato nel giorno del funerale. E che al momento non si trovano.






