TERAMO – Sarà nuovamente ascoltata dai magistrati l’amica del cuore di Melania Rea, uccisa con 32 coltellate e il cui corpo è stato ritrovato il 20 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).
R.I., questo il nome della donna, fu la prima a dichiarare che Melania era a conoscenza dei tradimenti del marito, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, attualmente detenuto in carcere dal 20 luglio con l’accusa di uxoricidio, e due giorni prima della scomparsa (avvenuta il 18 aprile) ha ricevuto una telefonata dalla vittima che le annunciava la confessione di un segreto, di qualcosa “di molto brutto”.
Nei prossimi giorni la procura teramana convocherà la donna: i pm Davide Rosati e Greta Aloisi, coordinati dal procuratore Gabriele Ferretti, cercheranno di scoprire nuovi elementi, magari per capire cosa volesse rivelare Melania all’amica.
Non si può escludere che ci sia qualcosa legato “a quel segreto torbido e inconfessabile” che stando a quanto scrive il gip Giovanni Cirillo potrebbe essere alla base del movente dell’efferato delitto.
Agli investigatori la donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da Parolisi il 19 aprile che la stessa ha definito “anomala”, dal momento che in 13 anni di conoscenza non vi era mai stato prima un contatto telefonico.
“Quando Parolisi l’ha chiamata – scrive il gip nell’ordinanza – le ha chiesto se aveva sentito al telefono Melania il 18, ottenendo risposta negativa; quindi le ha riferito di aver acquistato un paio di stivali che avrebbe regalato alla moglie per il loro anniversario di matrimonio, ricadente il 26 aprile; che successivamente Parolisi, venuto a conoscenza delle dichiarazioni rese da R. I. agli inquirenti, ha chiesto di parlare, l’ha incontrata nei pressi dell’abitazione dei genitori di Melania dove l’ha invitata a smentire la storia della crisi tra loro e ha rinnovato la domanda se avesse sentito telefonicamente Melania il 18 aprile”.
Lunedì la difesa del caporalmaggiore dell’esercito si giocherà tutte le sue carte nel corso dell’udienza del tribunale del Riesame dell’Aquila, che dovrà decidere sull’istanza di scarcerazione presentata.
Dopo essersi avvalso per due volte della facoltà di non rispondere, infatti, Parolisi, d’accordo con i suoi legali, ha deciso che parlerà.
Rilascerà dichiarazioni spontanee davanti ai giudici, presidente Giuseppe Romano Gargarella, per urlare la sua innocenza. Una decisione presa a tavolino dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile che, in questi giorni, non hanno lasciato trapelare nulla sulla strategia che intendono seguire.
I legali sono a lavoro per completare il memoriale che difensivo che sarà consegnato al Riesame dell’Aquila, dove i giudici dovranno decidere sulla richiesta di scarcerazione di Parolisi. L’udienza è fissata alle 9.





