TERAMO – Ha scelto di non rispondere alla domande degli inquirenti Salvatore Parolisi, indagato a piede libero per l’omicidio della moglie Melania Rea.
Parolisi ha quindi deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ai pm Umberto Monti e Ettore Picardi che hanno esposto al caporal maggiore e ai suoi difensori tutti gli elementi di prova che portano l’accusa a ritenerlo responsabile dell’omicidio della moglie.
Parolisi, che è assistito dai difensori Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, è apparso tranquillo ed è sempre rimasto in silenzio.
Intanto le prime indiscrezioni dell’autopsia, riportate dal quotidiano Il Messaggero, dicono che Melania sarebbe stata uccisa con una “tecnica militare” chiamata in gergo “assalto alla sentinella”, perché utilizzata per neutralizzare gli uomini di guardia.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, Melania sarebbe stata messa a tacere con una mano sulla bocca, poi le sarebbe stata procurata una forte torsione del capo e successivamente sarebbe partita la prima delle 32 coltellate che le sono state inferte.
Prima di presentarsi davanti ai pm di Ascoli Piceno, Parolisi e i suoi legali hanno fatto un sopralluogo a Colle San Marco, il luogo dal quale, secondo il caporalmaggiore, la moglie Melania sarebbe sparita mentre si trovava con lui e la figlia di 18 mesi.
L’ARRIVO DI PAROLISI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA
TERAMO – Salvatore Parolisi è arrivato a Palazzo di giustizia ad Ascoli Piceno per essere interrogato dai pm Umberto Monti e Ettore Picardi sull’omicidio della moglie Carmela “Melania” Rea.
È giunto accompagnato dai difensori, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile.
Arrivato in auto davanti all’ingresso principale del Palazzo, l’uomo è sceso passando davanti a giornalisti, telecamere e curiosi, mentre i legali cercavano un parcheggio.
Qualcuno gli ha gridato “vergognati!”, “di’ la verità”, ma il caporalmaggiore non ha fatto una piega.
Non si è fermato per rispondere alle domande dei cronisti e ha tirato dritto.
Indossa pantaloni arancioni, camicia a righine verde-arancio, occhiali da sole a coprire gli occhi.
PM MONTI: “INDAGINI NON ANCORA CHIUSE”
TERAMO – “No, le indagini non sono ancora chiuse. Ma non posso dirle altro.”
Così all’Agi il sostituto procuratore di Ascoli Umberto Monti, che oggi pomeriggio, insieme al collega della Procura Ettore Picardi, sta interrogando Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per omicidio volontario in relazione all’assassinio della moglie Melania Rea.
Uscendo per pochi minuti dal palazzo di giustizia di Ascoli,intorno alle 14.30, Monti non ha voluto rispondere alla domanda riguardante la possibile eccezione di competenza territoriale che i due legali di Parolisi potrebbe sollevare, in virtù del fatto che il cadavere della 29enne di Somma Vesuviana (Napoli) è stato trovato nel territorio della provincia di Teramo, il 20 aprile scorso, e secondo la maggioranza degli elementi finora raccolti dagli inquirenti, lì sarebbe stata anche uccisa.
Di conseguenza, la competenza sul caso potrebbe passare alla Procura di Teramo.
LEGALE DI PAROLISI: “QUANDO SARA’ ORA RISPONDERA'”
TERAMO – “Salvatore ha risposto in questi due mesi a domande per oltre 40 ore”. Così l’avvocato Valter Biscotti, difensore di Salvatore Parolisi, all’uscita della procura di Ascoli Piceno.
“Abbiamo ritenuto quindi di avvalerci di uno strumento tecnico, la facoltà di non rispondere. Si sarebbe trattato di ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione – ha concluso – saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio”.
“Non parlare è un suo diritto”. Sono invece le uniche parole che il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio, ha pronunciato all’uscita della procura picena dopo la fine dell’interrogatorio di Parolisi.
Parolisi è uscito dall’uscita posteriore della procura, e si è subito infilato in auto.
I pm Umberto Monti e Ettore Picardi hanno esposto a Salvatore Parolisi e ai suoi difensori tutti gli elementi di prova che portano l’accusa a ritenere il caporalmaggiore responsabile dell’omicidio della moglie Melania Rea.
È stato a quel punto che, consigliato dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, Salvatore ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ai magistrati.
Questo il motivo per il quale l’incontro con i pm ha avuto una lunga fase preliminare, al termine della quale, Salvatore ha scelto di non parlare.
PAROLISI “TRANQUILLO” DURANTE L’INTERROGATORIO
TERAMO – Salvatore Parolisi non ha mai parlato durante il faccia a faccia in cui i pm Umberto Monti e Ettore Picardi gli hanno contestato i principali elementi a suo carico per l’omicidio della moglie Melania Rea.
È apparso tranquillo, ed è sempre rimasto in silenzio. Gli inquirenti, che indagano da due mesi sulla morte di Melania, gli hanno prospettato tutti gli indizi che li hanno convinti della sua responsabilità nel delitto: a partire dai due fatti principali, sostenuti da decine di testimonianze.
Il 18 aprile Melania non è mai stata a Colle San Marco, dove Parolisi sostiene invece sia misteriosamente sparita mentre andava alla toilette del ristorante Il Cacciatore, e il caporalmaggiore è arrivato sul pianoro solo alle 15:30, e non alle 14:20, come ha sempre sostenuto.
Ora per gli inquirenti si apre una breve fase di riflessione: la prossima settimana verrà depositata la relazione finale sull’autopsia della vittima condotta dal medico Adriano Tagliabracci.
Se, come sembra, il perito confermerà che la donna è stata uccisa nel bosco del Teramano dove è stata ritrovata cadavere il 20 aprile, la competenza dell’inchiesta dovrebbe passare alla procura di Teramo.
IL LEGALE DELLA FAMIGLIA REA: ”COMPRENSIBILE LA SCELTA DI SALVATORE”
La decisione di Salvatore Parolisi di avvalersi della facoltà di non rispondere è “un atteggiamento giuridicamente legittimo, lecito, ma umanamente incomprensibile per un marito che ha sempre detto di voler aiutare a trovare gli assassini di sua moglie e di assistere l’autorità giudiziaria nella ricostruzione dei fatti”.
È il commento dell’avvocato Mauro Gionni, legale dei familiari di Melania Rea.
“Se quella che lui dice è la verità – secondo Gionni – è irrilevante la veste in cui la racconta, cioè persona informata sui fatti, parte lesa, oppure indagato”.
“E ancora dopo essere andato a raccontare tante volte in Tv, ai giornali e ai magistrati la stessa favoletta, perché non vuole raccontarla più? Cosa è cambiato per lui se quella è la verità?”, ha
STAMANI “SOPRALLUOGO” PAROLISI-LEGALI A SAN MARCO
TERAMO – Prima di presentarsi davanti ai pm di Ascoli Piceno, senza peraltro rispondere alle loro domande, Salvatore Parolisi e i suoi difensori, gli avv. Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno fatto un sopralluogo a Colle San Marco, il luogo dal quale, secondo Parolisi, la moglie Melania sarebbe sparita mentre si trovava con lui e la figlia di 18 mesi.
I tre si sono poi spinti fino al bosco di Ripe di Civitella (Teramo), dove Melania è stata ritrovata morta.
Un giro durante il quale i legali hanno parlato anche con la moglie di Alfredo Ranelli, il titolare del chiosco di San Marco, l’unico a non aver escluso la presenza di Parolisi sul pianoro prima delle 15.30.
Per indagato e difensori pranzo in zona prima dell’appuntamento in procura ad Ascoli.
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