TERAMO – Nuovo vertice tra gli inquirenti alla Procura di Ascoli, sul caso dell’omicidio di Melania Rea.

Per conferire con il sostituto procuratore Umberto Monti sono arrivati il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Alessandro Patrizio, il capitano Roberto D’Ortona e un altro ufficiale.

Al vaglio degli investigatori gli ultimi elementi emersi dall’inchiesta sull’assassinio della giovane madre di Somma Vesuviana, che abitava a Folignano (Ascoli) con il marito e un bimba di 18 mesi, e che è stata trovata uccisa con una trentina di coltellate nel bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), il 20 aprile scorso.

Al centro dell’inchiesta anche alcuni coltelli a serramanico, modello Smith & Wesson e M-Tec, lunghi 8 e 9 centimetri.

Ieri, infatti, gli inquirenti ne hanno acquisiti tre da un rivenditore di Ascoli, la “Casa del coltello”, per un esame scientifico affidato al medico legale.

Si tratta di capire se possono essere compatibili con l’arma del delitto, visto che proprio a gennaio alcune soldatesse ne avevano acquistato uno simile presso la stessa coltelleria, “per fare un regalo ad un istruttore”, come ha riferito il titolare del negozio, Egidio Luzi.

È presto comunque per dire se dalle verifiche e dai riscontri effettuati nelle ultime 24 ore, compreso il nuovo sopralluogo con i cani molecolari nel bosco di Ripe di Civitella, potranno scaturire provvedimenti o azioni che possano portare ad una svolta vera nelle indagini.

Cresce intanto l’attesa per il nuovo colloquio che il marito di Melania, il caporalmaggiore e istruttore dell’esercito Salvatore Parolisi, dovrà avere a breve con gli investigatori, forse già entro domani, per chiarire alcune lacune emerse nelle sue dichiarazioni.

Magistrati e Carabinieri vogliono anche capire meglio il ruolo che alcune soldatesse del Reggimento Piceno, da lui addestrate nei tre mesi di preparazione alla caserma Clementi di Ascoli, e che con lui avrebbero avuto una relazione stretta, come la ragazza di Lecce, in servizio a Roma, che ha ammesso di aver avuto un rapporto sentimentale con Parolisi, potrebbero avuto in questa vicenda.

LA SALMA DI MELANIA FORSE RESTITUITA A FAMIGLIA LA PROSSIMA SETTIMANA

TERAMO – Forse sarà restituita ai familiari il prossimo fine settimana la salma di Carmela Melania Rea, la giovane mamma di origini campane scomparsa il 18 aprile da Colle San Marco, ad Ascoli, e ritrovata cadavere due giorni dopo al Bosco delle Casermette, in provincia di Teramo.
Significativo il fatto che il corpo sia restato a disposizione delle autorità così a lungo.

Evidentemente, via via che le indagini procedevano, di volta in volta si sono cercati riscontri sui resti della povera donna.

Inizialmente il funerale era stato fissato per il 26 aprile, giorno in cui peraltro ricorreva l’anniversario di matrimonio di Melania e Salvatore Parolisi, caporal maggiore dell’esercito in forza al Reggimento Piceno di Ascoli.

Poi, però, era stato bloccato per poter procedere, appunto, a ulteriori accertamenti sul cadavere.

ANCHE OGGI SENTITE PERSONE VICINE ALLA COPPIA

TERAMO – Proseguono ad Ascoli Piceno le audizioni di persone che potrebbero fornire elementi utili per sbrogliare il giallo della morte di Melania Carmela Rea.

Si tratta non di persone informate sui fatti, precisano gli invetigatori, ma a conoscenza di aspetti attinenti soprattutto alla coppia (Melania e il marito Salvatore Parolisi), come pure all’ambiente di lavoro dell’uomo, caporal maggiore al Reggimento Piceno.

In questo contesto, ad esempio, si colloca l’audizione di una soldatessa di Lecce, che ora si trova a Roma, la quale ha ammesso di aver avuto una relazione con Parolisi, iniziata all’incirca due anni fa, quando Melania si trovava a Somma Vesuviana, il suo paese, per portare avanti la gravidanza.

Con la soldatessa, Parolisi, che era stato il suo istruttore ad Ascoli, si sarebbe sentito anche dopo la scomparsa della moglie e la scoperta del corpo.