TERAMO – Dopo quasi sette ore nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli), Salvatore Parolisi è appena uscito, a bordo di una Renault.
La posizione di Parolisi non è cambiata. Stando a quanto si è appreso, l’uomo resta parte offesa nel procedimento per l’omicidio della moglie Melania Rea, e non è indagato. Lo si appreso da fonti investigative.
A differenza di quanto avvenuto ieri notte, non guidava lui l’auto. Camicia rosa, fogli in mano, Parolisi non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai cronisti che lo attendevano all’esterno.già da diverse ore nella caserma dei carabinieri, dove è tornato dopo il lungo interrogatorio di ieri, durato ben otto ore.
Al momento del suo ingresso con sé aveva un sacco nero, come ha mostrato in una foto la trasmissione Chi l’ha visto?, in un’anticipazione della puntata di stasera dedicata al caso dell’omicidio del bosco a Ripe di Civitella (Teramo).
Non è possibile capire cosa contenesse il sacco, che sembra uno di quelli utilizzati per i rifiuti.
È probabile che vi fossero degli indumenti, fra cui il giubbetto che Salvatore indossava il 18 aprile, il giorno della scomparsa di Melania, e che non aveva più quando con la moglie e la bambina si trovava sul pianoro di Colle San Marco, dove era andato in pantaloncini corti e maglietta e proprio per la singolarità dell’abbigliamento era stato notato dal titolare del vicino chiosco.
Intanto si consuma il dramma della figlia di Melania, la piccola Vittoria di solo 18 mesi, che trascorre le sue giornate con i nonni e con il papà Salvatore.
Intorno a lei c’è tantissimo affetto, ma spesso in questi giorni piange e chiede della sua mamma.
“Cerca la mamma e noi non sappiamo proprio cosa dirle” racconta il fratello di Melania, Michele.
Una situazione drammatica, che si aggiunge ai contorni già difficili della vicenda della giovane mamma di Somma Vesuviana (Napoli) ritrovata morta dopo due giorni dalla sua scomparsa nel bosco delle Casermette a Colle San Marco (Ascoli Piceno) mentre faceva una scampagnata con il marito e la figlioletta.
C’E’ UN NUOVO TESTIMONE: E’ UN AVVOCATO ASCOLANO
È un avvocato ascolano, Savino Lolli, uno dei due nuovi testimoni sentiti sulla presenza o meno di Melania Rea a Colle San Marco il 18 aprile, prima della sparizione della donna, ma la sua audizione non ha aggiunto elementi decisivi all’inchiesta.
“Con un amico – ha detto Lolli ai carabinieri – abbiamo pranzato al ristorante Il Cacciatore alle 14.30 e ne siamo usciti verso le 15.15 per andare proprio verso le altalene”.
“Lì – prosegue il racconto di Lolli all’Ansa – ci siamo seduti su una panchina e abbiamo notato una donna con una bambina, ma certamente non era Melania Rea”.
Che a quell’ora tuttavia, secondo il racconto del marito Salvatore Parolisi era già scomparsa.
“Abbiamo riferito tutto ai carabinieri segnalando che, più che io e il mio amico, è questa donna che potrebbe dire se in precedenza aveva visto la Rea”.
PAROLISI DI NUOVO ASCOLTATO COME TESTIMONE
Alla presenza del pm di Ascoli, Umberto Monti, secondo quanto si è appreso Parolisi starebbe nuovamente fornendo, nel ruolo di teste, le cosiddette sommarie informazioni.
Un interrogatorio in cui il militare non è tornato indietro di un passo rispetto alla sua ricostruzione iniziale del giorno 18 aprile in cui è scomparsa la moglie, confermando quanto da lui detto finora anche su altri aspetti della vicenda.
Nonostante questa attenzione investigativa nei confronti di Salvatore, la famiglia di Melania continua a sostenerne l’innocenza. “Ho piena fiducia in Salvatore e sono sicura che è innocente”, ha detto la mamma della vittima, la signora Vittoria, e anche il padre Gennaro ha detto di non avere dubbi sul genero.
Parolisi è finito nell’occhio del ciclone soprattutto dopo le rivelazioni di una sua ex allieva del 235/o Rav Piceno di Ascoli, Ludovica P., 27 anni, con cui l’uomo ha avuto una relazione extraconiugale.
La giovane ha parlato di un rapporto durato due anni, e che sarebbe andato avanti con incontri clandestini e contatti telefonici (lui con un cellulare dedicato, intestato però a un amico) anche a ridosso della scomparsa e dell’uccisione di Melania. La soldatessa è ora in licenza per evitare il clamore mediatico.
NELL’AUDIZIONE DI IERI IL MARITO CONFERMA SUA VERSIONE GIORNO SCOMPARSA MOGLIE
TERAMO – Salvatore Parolisi, il marito di Carmela Melania Rea, non recede di un passo rispetto alla sua ricostruzione iniziale del giorno – il 18 aprile – in cui è scomparsa la moglie. E conferma quanto da lui detto finora anche su altri aspetti della vicenda.
È questa la sintesi della lunga audizione cui è stato sottoposto ieri il caporalmaggiore dell’esercito nella caserma di Castello di Cisterna, nel Napoletano. Parolisi era entrato ieri pomeriggio intorno alle 16 nella caserma di Somma Vesuviana, accompagnato dai familiari della moglie, per firmare degli atti.
Poi si era trasferito, a bordo della sua auto, a Castello di Cisterna. Ad attenderlo, il pm di Ascoli Umberto Monti. Il confronto era molto atteso, perché Parolisi avrebbe dovuto chiarire diverse incongruenze ed omissioni nel suo racconto. E’ stato ascoltato fin verso l’una di notte, senza avvocato.
MARITO: ”NON AVREI MAI LASCIATO MELANIA”
TERAMO – “Non avrei mai lasciato Melania”, nonostante la storia extraconiugale con Ludovica P., la soldatessa di 27 anni di cui era stato l’istruttore. Lo avrebbe detto Salvatore Parolisi, marito della Rea, nel corso della lunga audizione di ieri davanti al pm di Ascoli Umberto Monti.
La relazione con Ludovica P., caporale all’ottavo Reggimento lancieri di Montebello, era uno dei punti più spinosi su cui gli inquirenti volevano chiarimenti da Parolisi, che aveva liquidato il rapporto come una storia di poco conto, mentre i due si erano frequentati per due anni ed erano rimasti in contatto fino ad oggi.
Il caporalmaggiore avrebbe spiegato la sua iniziale reticenza con la volontà di non ferire i sentimenti dei familiari di Melania in un momento così drammatico, di aver detto, insomma, una bugia a fin di bene. Ma mai, ha ribadito, avrebbe lasciato la moglie.
Ludovica, invece, in un’interrogatorio fiume, ha dichiarato che Parolisi le aveva promesso che si sarebbe separato per stare con lei. Anche se poi la giovane donna ha ammesso di essersi sentita presa in giro.
LEGALE DI PACIOLLA: “MAI SCATTATE FOTO SU LUOGO DEL DELITTO”
TERAMO – Raffaele Paciolla, la guardia carceraria che aiutò Salvatore Parolisi a cercare la moglie Melania Rea quando questa era scomparsa nel nulla il pomeriggio del 18 aprile, “non ha mai scattato foto sul luogo del delitto”.
Lo ribadisce l’avvocato Tommaso Pietropaolo, che tutela Paciolla, anche se, tiene a ribadire, l’uomo non è indagato e non ha bisogno di un avvocato.
La precisazione si riferisce ad alcune dichiarazioni del vedovo della Rea, che avrebbe riconosciuto il luogo dell’uccisione, una pineta a Ripe di Civitella, nel Teramano, attraverso delle foto scattate da Paciolla con il telefonino.
Ma l’interessato nega recisamente. In ogni caso, dice l’avvocato Pietropaolo, “il cellulare è a disposizione”.
Parolisi non era andato al Bosco delle Casermette per il riconoscimento della moglie, lasciando il penoso incarico al fartello di Melania, Michele, accompagnato sul posto da Paciolla.
Ieri, intervistato a Porta a porta, Paciolla ha raccontato che dopo il ritrovamento del corpo Parolisi gli aveva chiesto: “come sta?”, riferendosi alle condizioni in cui era il cadavere della moglie, e la guardia carceraria avrebbe glissato per non turbarlo con particolari macabri.
“Ma dov’era?”, aveva insistito Salvatore, mostrandosi “sorpreso” quando l’amico gli aveva rivelato qual era il posto.
Posto che il caporalmaggiore dell’esercito conosceva bene, essendo l’area in cui si svolgono esercitazioni militari, e perché solo 15 giorni prima vi si era appartato con Melania.
L’avvocato Pietropaolo non esclude che, dopo l’audizione di Parolisi, Paciolla sia risentito a breve dagli inquirenti.
PM DI ASCOLI ANCORA NEL NAPOLETANO
TERAMO – Il sostituto procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti è ancora a Castello di Cisterna, nel Napoletano, dove ieri ha sentito per circa otto ore Salvatore Parolisi, il vedovo di Carmela Melania Rea, la donna scomparsa da Ascoli il 18 aprile scorso e ritrovata cadavere due giorni più tardi a Ripe di Civitella (Teramo).
È probabile che il magistrato senta oggi altre persone vicine alla coppia, dopo aver avuto un colloquio, ieri, anche con i familiari della Rea.
MARITO RIMANE PERSONA OFFESA NEL PROCEDIMENTO
TERAMO – Salvatore Parolisi, il marito di Carmela Melania Rea, la donna trovata uccisa a coltellate a Ripe di Civitella (Teramo), è e rimane persona informata sui fatti e parte offesa nel procedimento.
Lo si apprende da fonti inquirenti. La qualificazione della sua posizione è rilevante anche per comprendere la piega che prenderanno le indagini.
Se Salvatore non è indagato per l’omicidio della moglie, l’inchiesta sta inevitabilmente prendendo, o ha già preso, un’altra direzione.
Questo significa che bisogna cercare altrove l’assassino di Melania? “Questo significa che bisogna cercare”, ha risposto all’Ansa uno degli investigatori.
INVESTIGATORI: “NESSUNA EVIDENZA DALLE CELLE TELEFONICHE”
TERAMO – Se dal traffico telefonico dei cellulari di Melania Rea e del marito Salvatore Parolisi fossero emerse delle “evidenze”, in questo momento gli investigatori che indagano sulla morte della donna, trovata uccisa a coltellate nei boschi del Teramano, non avrebbero bisogno di “ragionare, riflettere e muoversi come stiamo facendo”.
Ma, molto probabilmente, avrebbero potuto dare la famosa svolta alle indagini attesa in queste ore, magari con un’ iscrizione nel registro degli indagati, e che invece al momento non c’é, mentre è in corso una nuova audizione di Parolisi, sempre in qualità di testimone.
È la risposta di una fonte investigativa sugli accertamenti condotti dal Ris su messaggi, telefonate a vuoto oppure fatte e ricevute nelle fatidiche ore della scomparsa di Melania.
Un traffico, riferito in particolare ai cellulari di Salvatore e della moglie, che “agganciò” – tra le 14.20 e le 14.40 – la cella di Ripe di Civitella nella stessa zona del Bosco delle Casermette, dove Melania fu trovata cadavere. Sono possibili ulteriori accertamenti tecnici che permetterebbero di localizzare con più precisione la posizione dei telefonini, ma solo a “certe condizioni”.
E con risultati peraltro non previsti a breve.
MADRE DELLA VITTIMA: ”CONVINTI DELL’INNOCENZA DI SALVATORE”
TERAMO – “Ho piena fiducia in Salvatore e sono sicura che è innocente”. La mamma di Melania Rea, la signora Vittoria, parla con un filo di voce. Interpellata dall’Ansa si dice “convinta” dell’innocenza di Salvatore Parolisi, il marito di sua figlia uccisa giorni fa.
Ieri, Salvatore è stato per otto ore nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna per una deposizione come persona informata dei fatti.
La mamma di Melania non riesce proprio a spiegarsi cosa sia potuto succedere a sua figlia. “Spero di conoscere la verità il prima possibile, dopo di che la diremo a tutti”, dice.
È in casa, a Somma Vesuviana, insieme alla piccola bimba di Melania e di Salvatore, “sono io la sua mamma, ora che Melania non c’é più”. A chi le chiede in merito alle eventuali storie extraconiugali che Salvatore avrebbe avuto, la signora Vittoria risponde: “Dobbiamo sempre vedere se è vero, io questo non lo so”.
CUGINO DI MELANIA: “SALVATORE TRANQUILLO DOPO INTERROGATORIO”
TERAMO – Tranquillo, per nulla turbato. Un cugino di Melania Rea descrive così Salvatore Parolisi, vedovo della vittima e ieri per oltre otto ore davanti al pm per una deposizione come persona informata dei fatti.
“L’ho visto sia ieri notte che stamattina – racconta Enzo, cugino di Melania – non ha raccontato nulla in merito all’interrogatorio, ma è parso a tutti tranquillo”.
Salvatore ha trascorso la notte a Somma Vesuviana, nella casa dei genitori di Melania.
“Se abbiamo dubbi su di lui? – aggiunge Enzo – Noi valutiamo i fatti, e i fatti per ora ci descrivono Salvatore come un teste, non come un indagato. E questo per noi è quello che conta”.
A Somma Vesuviana, proprio accanto alla casa dei genitori di Melania c’è l’autofficina del papà della vittima.
“Siamo aperti e lavoriamo per così cerchiamo di distrarci un po’ da questa tragedia che ha fermato le nostre vite – dice Giuseppe, un altro cugino di Melania – noi aspettiamo gli atti e le conclusioni del pm, tutte le altre voci su Salvatore non ci interessano”.
IL PADRE DI MELANIA: “VOGLIO SOLO LA VERITA”’
TERAMO – Voce ferma, calma. Il papà di Melania Rea, Gennaro interpellato dall’Ansa, parla di Salvatore, il vedovo di sua figlia: “ho fiducia in lui”.
E c’è una cosa che lui ripete: “Questo deve essere il momento della verità. Dobbiamo sapere perché Melania è stata uccisa e perché è stata uccisa in quel modo”.
Gennaro Rea, ex maresciallo dell’Aeronautica militare, ieri notte, quando Salvatore è rientrato dopo le otto ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri, non ha chiesto nulla a suo genero: “Non voglio sapere i dettagli”.
A chi gli chiede come ha reagito alla notizia delle storie extraconiugali di Salvatore, risponde: “Ora non è il momento di parlare di queste cose, non gli ho chiesto niente e non lo voglio neanche sapere. Io ora voglio solo sapere la verità sulla morte di Melania”.
Mai nessun dubbio su Salvatore? “Fino ad ora no, se ho qualche dubbio me lo tengo per me”, risponde.
Salvatore, anche la scorsa notte, ha dormito a casa dei Rea, “anche questo significa qualcosa, anche questo è un segno di fiducia”, aggiunge il papà di Melania.
L’AMICA DI MELANIA: “SE SALVATORE COINVOLTO MI CADE UN MITO”
TERAMO – È stata ascoltata per circa un’ora, nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli), Imma, amica da venti anni di Melania Rea.
“Non posso dire nulla di quello che ho raccontato al pm”, premette.
Poi parla di Salvatore Parolisi, vedovo di Melania e anche lui ieri ascoltato in caserma per otto ore.
“Non ho alcun dubbio su di lui – dice Imma – se dovesse venir fuori che lui è coinvolto in questa brutta storia mi cadrebbe un mito”.
Imma conosceva da una vita Melania e conosce bene anche Salvatore, da 13 anni. Le voci sui tradimenti di Salvatore le definisce “illazioni, soltanto voci”.
La coppia Salvatore-Melania la descrive così: “Una coppia felice, normale, ripeto mi sembra impossibile un coinvolgimento di Salvatore nella morte di Melania”.
AVVOCATO AMICO DI FAMIGLIA: “SONO QUI PER DARE CONFORTO”
TERAMO – Luigi Raia, avvocato napoletano, stamattina si è recato in visita a casa della famiglia di Melania Rea, a Somma Vesuviana (Napoli).
“Sono qui per dare conforto alla famiglia in questo momento particolarmente difficile – spiega – non ho avuto mandato dalla famiglia, anche perché del resto sono persone offese, al pari di Salvatore Parolisi”.
“Non ho incontrato il papà e la mamma di Melania – ha aggiunto – sono stato contattato da loro durante i primi giorni della vicenda, e oggi sono qui, ripeto, soltanto per assicurargli vicinanza”.
IL FRATELLO DI MELANIA: ”ABBIAMO FIDUCIA IN SALVATORE”
TERAMO – La voce è tranquilla, ferma. “Siamo fiduciosi, aspettiamo gli eventi. Salvatore? Fino ad ora girano solo voci, abbiamo fiducia in lui”.
Lo dice Michele Rea, fratello di Melania, anche lui ascoltato stamattina dal Pm, Umberto Monti, nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli).
“Salvatore, fino a prova contraria, per noi è innocente – dice all’Ansa – se ho dubbi su di lui? Me li tengo per me e, comunque, noi conosciamo un altro Salvatore rispetto a quello che le voci e le illazioni di questi giorni stanno descrivendo”.
Trentadue anni, militare dell’Aeronautica, Michele è nella palazzina di Somma Vesuviana insieme ai suoi genitori.
Stamattina la famiglia Rea, ma anche lo stesso Salvatore, gli amici di Melania, racconta Michele, sono stati ascoltati dal Pm.
Intanto il fratello di Melania, descrive così Parolisi: “Un bravo ragazzo, incapace di tradire mia sorella. Le ho ascoltate dalla tv le voci sui tradimenti, gli inquirenti non ci hanno mai confermato nulla ed io sono come San Tommaso, se non ho le prove non ci credo”.
“In caserma tutti noi abbiamo raccontato, ancora una volta, i terribili momenti di quella tremenda giornata – aggiunge – spero soltanto una cosa, che tutto questo dolore possa servire a conoscere la verità”.





