TERAMO – Il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, è stato arrestato questa mattina.

Omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (pena che prevede l’ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri.

Questi i reati contestati a Parolisi, che aprono anche alla possibilità che le ferite post mortem sul cadavere di Melania siano state inferte da persona diversa rispetto al marito. Ipotesi che comunque gli inquirenti ritengono poco verosimile.

Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha così accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l’arresto del caporalmaggiore dell’esercito per l’omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea.

La donna era stata assassinata il 18 aprile scorso. Il suo cadavere era stato trovato due giorni dopo nel Bosco delle Casermette, nel Teramano.

Poiché l’omicidio avvenne con certezza in Abruzzo, è scontato il trasferimento degli atti alla Procura di Teramo, che il gip potrebbe aver deciso contestualmente all’accoglimento della richiesta dei magistrati ascolani.

PAROLISI: ”IO IN CARCERE, L’ASSASSINO LIBERO”

“Io in carcere, l’assassino di mia moglie libero”: così ha detto Salvatore Parolisi – secondo quanto apprende l’Ansa – poco dopo aver avuto la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare emesso contro di lui dal gip di Ascoli Piceno.

I CARABINIERI: ”SALVATORE RASSEGNATO E TACITURNO”

Salvatore Parolisi, arrestato per l’omicidio della moglie Melania Rea, quando gli è stato notificato il provvedimento è apparso “taciturno e rassegnato”.

Così lo ha descritto il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Ascoli, colonnello Alessandro Patrizio in un incontro con la stampa.

Parolisi è uscito dalla caserma “Clementi” del 235° Rav Piceno senza manette per andare alla caserma dei carabinieri e sempre senza manette è entrato nel carcere di Marino del Tronto.

Secondo il colonnello Patrizio, il fatto che i trasferimenti del caporalmaggiore siano avvenuti su mezzi senza contrassegni e, nel caso del trasporto verso Marino, con vetri oscurati, è dovuto “a un tutela dei diritti e della dignità della persona”, non a un cortesia tra corpi dello Stato.

”PAROLISI HA FATTO TUTTO DA SOLO”

Parolisi “ha fatto tutto da solo” quando uccise il 18 aprile scorso la moglie Melania rea nel bosco delle Casermette “al culmine di un litigio”.

È la convinzione “personale” del colonnello Patrizio.

“Melania è morta per emorragia da dissanguamento a causa dei numerosi colpi subiti su tutto il corpo e non per uno solo in particolare”, ha aggiunto.

“Nessuna coltellata è stata letale, quindi – ha sostenuto Patrizio – ma l’insieme dei colpi inferti i quali ne hanno provocato la morte a Ripe di Civitella del Tronto entro le 2 ore dal pasto di lunedì 18 aprile”.

“La relazione finale del medico legale Adriano Tagliabracci – ha aggiunto il comandante – ha confermato le nostre ipotesi investigative”.

Anche se nella richiesta di arresto dei pm ascolani e nell’ordinanza del gip Carlo Calvaresi viene ritenuta non infondata la possibilità che il vilipendio di cadavere sia stato effettuato in concorso con altri, per i carabinieri, che hanno condotto le indagini sul caso, Parolisi sarebbe potuto tornare al bosco delle Casermette il 19 o addirittura il 20 aprile mattina, a ridosso della scoperta del cadavere, per sferrare altri colpi, incidere tagli (tra cui una forma di svastica sulla coscia) e infilare una siringa vuota usata sotto al seno della moglie.

In questi giorni, sempre secondo il col. Patrizio ”Parolisi ha fatto di tutto per essere visto”, ma ci sono dei “buchi” nella scansione delle sue giornate.

”SALVATORE HA INFERTO COLPI POST MORTEM”

“Parolisi – ha aggiunto il comandante – è tornato sul luogo del delitto per infliggere sul cadavere della moglie altre ferite post mortem, oltre ad altri segni, per depistare le indagini”.

“Quando l’ha fatto? Non lo sappiamo – ha risposto Patrizio – ma certamente non molte ore prima che il cadavere fosse scoperto e cioè il 20 aprile, due giorni dopo la scomparsa della donna”.

LA PROCURA: ”LE INDAGINI NON SONO ANCORA CONCLUSE”

Salvatore Parolisi è stato arrestato per l’omicidio della moglie Melania Rea, il gip di Ascoli Piceno ha sancito il trasferimento dell’inchiesta a Teramo, ma “le indagini non sono ancora finite”.

È il commento di una delle fonti inquirenti di Ascoli.

“Mancano ancora alcuni risultati del Ris – spiega – gli accertamenti geologico-botanici e altre cose”.

Accertamenti che ora saranno coordinati e valutati dalla Procura di Teramo, anche se uno dei pm ascolani, Umberto Monti, potrebbe essere applicato per l’inchiesta in Abruzzo: la decisione spetta alla Procura generale dell’Aquila, ma la procedura si prospetta piuttosto complicata.

Intanto in Procura ad Ascoli nessuno fa commenti, ma si respira un’aria di soddisfazione per un lavoro svolto in modo accurato “e con grande meticolosita”, riconosciuto implicitamente dal gip che ha recepito in toto l’impostazione dei magistrati e degli investigatori dei carabinieri e anche le motivazioni indicate dai pm: inquinamento delle prove e pericolo di reiterazione del reato.

Secondo la stessa fonte, le indagini “sono state a 360 gradi” e non hanno imboccato subito la pista dell’uxoricidio, “ci sono state varie ipotesi che sono state vagliate e approfondite”.

Poi progressivamente il perimetro “si è ristretto”, di fronte ai risultati dell’autopsia, agli accertamenti di polizia scientifica e alle indagini “tradizionali” condotte sentendo testimoni su testimoni.

Ma anche di fronte alle bugie e alle contraddizioni in cui è caduto l’unico indagato, “iscritto nel registro degli indagati in una fase piuttosto avanzata”, segno appunto che tutte le altre piste erano state già battute ed escluse.

LO SFOGO DI SALVATORE PRIMA DELL’ARRESTO: ”SONO INNOCENTE”

“Caro Antonio, in questi momenti di grande preoccupazione, io grido la mia innocenza. Sono sereno con la mia coscienza, non ho fatto nulla”.

È lo sfogo di Salvatore Parolisi, arrestato oggi per l’uccisione della moglie Melania, inviato via mail la notte scorsa al giornalista di Studio Aperto Antonio Delitala, secondo quanto fa sapere la stessa rete televisiva.

Nella mail, riporta Studio Aperto, il caporalmaggiore ribadisce la sua innocenza e la sete di giustizia per la morte di Melania.

“Amavo mia moglie – dice – provo un grande dolore e sono il primo a chiedere giustizia. Per la giustizia e per far crescere mia figlia accanto a me dandole affetto, sia il mio che quello della madre, la cui perdita è enorme sia per me che per mia figlia. Mia figlia è oggi tutta la mia famiglia”.

PAROLISI ARRIVATO IN CARCERE, OGGI CONFERENZA STAMPA

Salvatore Parolisi è uscito poco prima delle 13 da un ingresso laterale dal Comando provinciale dei carabinieri di Ascoli a bordo di un furgone con i vetri oscurati, diretto al carcere di massima sicurezza di Marino del Tronto.

Ad attenderlo i suoi legali, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile.

Nella caserma dei carabinieri si sono svolte solo attività burocratiche come la fotosegnalazione.

Intanto, si è appreso che l’interrogatorio di garanzia è fissato per domani.

Alle 14 è stata convocata una conferenza stampa presso il Comando provinciale dei carabinieri di Ascoli in relazione all’arresto di Parolisi.

Sarà tenuta dal comandante provinciale Alessandro Patrizio.

CRIMINOLOGO BRUNO NON CREDE A COLPEVOLEZZA PAROLISI

ROMA- Non crede fino in fondo alla colpevolezza di Salvatore Parolisi, il criminologo Francesco Bruno che all’AGI conferma i suoi dubbi riguardo alle indagini che hanno portato all’arresto dell’uomo per l’omicidio di Melania Rea.

“Non vedo ancora un movente”, afferma Bruno. “Le amanti? Mi sembrano un movente fragile. Nessuno ammazza la moglie per le amanti… Un uxoricidio poi si dovrebbe pianificare. Qui sembra non ci siano stati tempi nemmeno per una lite tale da far scattare l’omicidio”.

“Continuo ad avere molti dubbi – aggiunge Bruno – e non credo fino in fondo alla sua colpevolezza. Certo il suo atteggiamento non ha aiutato. Parolisi ha fatto di tutto per attirare l’attenzione su di se’, si e’ fatto vedere mentre nascondeva delle cose…Insomma il suo atteggiamento fa pensare a qualcuno che vuole proteggere qualcuno o che ha paura di qualcuno… Questa e’ una delle possibilita’”. Il criminologo sottolinea come l’atteggiamento di Parolisi sia “anomalo, ne’ di un killer, ne’ di uno stupido”, “ma durante gli interrogatori – conclude – sarebbe crollato…”.

STASERA O DOMANI L’INTERROGATORIO DI GARANZIA

Si terrà stasera, o più probabilmente domani, l’interrogatorio di garanzia di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito arrestato questa mattina per l’omicidio della moglie Melania Rea.

Lo si apprende da fonti giudiziarie.

IL PROCURATORE RENZO: ”IL PIU’ E’ FATTO”

“Le menzogne sulle fasi della ‘scomparsa’ di Melania Rea, denunciata dal marito il 18 aprile non possono spiegarsi se non con una responsabilità personale di chi le ha dette”.

Così ha commentato il procuratore capo di Ascoli Piceno, Michele Renzo, dopo l’arresto del caporalmaggiore per l’omicidio volontario, aggravato da crudeltà, eseguito questa mattina dai carabinieri di Ascoli Piceno.

“Questo – ha aggiunto il procuratore – insieme ai risultati delle analisi scientifiche coerenti col quadro investigativo, ci ha spinto a chiedere l’arresto del marito, Salvatore Parolisi“.

Renzo ha anche voluto rendere merito ai suoi sostituti Monti, Pirozzoli, Picardi e Piccioni, ma anche ai carabinieri e a chiunque abbia, a vario titolo, lavorato all’inchiesta per la morte di Melania. “Non si è risparmiato nessuno”, ha ammesso.

L’inchiesta ora passa per competenza alla Procura di Teramo, nel cui territorio è avvenuto, in base agli accertamenti medico legali, l’omicidio.

Al momento non è prevista l’applicazione di magistrati di Ascoli Piceno alla procura teramana per affiancare i magistrati del posto, che inizialmente avevano partecipato alle prime fasi dell’inchiesta curando, attraverso il pm Greta Aloisi, l’autopsia, prima che tutto passasse nelle mani dei pm ascolani.

“Il più è fatto – conclude Renzo – e non abbiamo intenzione di estendere i nostri tentacoli in Abruzzo”.

FRATELLO MELANIA: “PER MIEI GENITORI SALVATORE ERA COME UN FIGLIO”

 “I miei genitori hanno sempre considerato Salvatore un figlio. Capirete che stanno vivendo in questo momento una tragedia nella tragedia”.

Così Michele Rea, fratello di Melania, la giovane mamma uccisa il 18 aprile scorso in un bosco del teramano, racconta dello stato d’animo dei suoi genitori che appresa la notizia dell’arresto del genero Salvatore Parolisi “hanno avuto un colpo durissimo”.

“A Salvatore abbiamo sempre voluto bene – dice Michele – non ce l’aspettavamo. Per i miei era come un figlio”.

FRATELLO MELANIA: “SU SALVATORE AVREI MESSO LA MANO SUL FUOCO”

“Mia sorella è stata uccisa con una inaudita ferocia. Se è stato Salvatore è stato davvero animalesco. Lo stabilirà il processo se è stato lui, ma gli animali queste cose non le fanno”.

Michele Rea così parla con i giornalisti dell’arresto del cognato Salvatore Parolisi per l’uccisione di Melania Rea, avvenuta il 18 aprile scorso in un bosco nel teramano.

“Ma chi se lo aspettava – dice sconvolto ai giornalisti – io su di lui ci avrei messo la mano sul fuoco, anzi tutte e due. Ma dopo qualche mese ci è venuto il dubbio. Un dubbio rafforzato dalle tante sue bugie”.

Nonostante ciò la famiglia Rea però é in attesa di sapere la verità: “lo stabilirà il processo se è stato Salvatore” prosegue Michele.

FRATELLO MELANIA: “ORA INIZIA LA FASE PIU’ DIFFICILE”

 “Ora inizia la fase più difficile: credetemi, è la peggiore”: a parlare è Michele Rea, il fratello di Melania, dopo aver appreso dell’arresto del cognato Salvatore Parolisi.

Michele dice che forse questo arresto se l’aspettava, ma che fino all’ultimo ha sperato che non fosse così. Ha il magone, la disperazione, ma ora dice che “bisogna andare avanti soprattutto per la piccola Vittoria”.

“Mia sorella è stata uccisa quattro volte – dice con voce sconvolta ai giornalisti – la prima quando è stata accoltellata, la seconda quando è stata ritrovata, poi dalle tante bugie di Salvatore ed infine oggi”. Michele dice di avere avuto sempre fiducia nella giustizia: “Aspettiamo che si faccia il processo, che si accertino le eventuali responsabilità di Salvatore, ma oggi di certo non è un bel giorno”.

COMANDANTE CARABINIERI: “PER ORA INCHIESTA RIMANE AD ASCOLI”

 “L’inchiesta non è ancora passata alla Procura di Teramo. Dobbiamo completare ancora gli atti e comunque ci dovrà essere probabilmente un interrogatorio di garanzia di Parolisi”.

Così all’Agi il comandante provinciale dei carabinieri, Alessandro Patrizio, che ha coordinato le operazioni per l’arresto di Salvatore Parolisi, il caporal maggiore dell’Esercito accusato dalla Procura ascolana di aver ucciso la moglie Melania Rea e tradotto questa mattina nel carcere di di Ascoli Piceno.

MELANIA SI FIDAVA DEL SUO ASSASSINO

 Un altro elemento chiave che emerge dall’ordinanza del gip Calvaresi è il fatto che Melania Rea sia stata colta di sorpresa dall’assassino, persona della quale evidentemente di fidava visto che gli aveva dato le spalle e aveva abbassato pantaloni, collant e slip per fare pipì. Un atteggiamento che una donna con scarsissima probabilità assume in presenza di estranei.

Melania non si è difesa, ma è stata aggredita alle spalle e certamente non si aspettava l’aggressione

CONTRADDIZIONI PAROLISI SU FOTO TELEFONINO

 Tra i comportamenti sospetti che per la magistratura ascolana testimoniano che Parolisi ha ucciso la moglie Melania, anche la vicenda del riconoscimento del luogo dove la donna venne ritrovata il 20 aprile scorso.

Parolisi, nelle occasioni in cui è stato sentito dai carabinieri e dal pm di Ascoli Umberto Monti, disse di aver riconosciuto il Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella da alcune foto viste sul telefonino di Raffaele Paciolla, agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Ascoli, che risiede nello stesso stabile di Folignano dove abitavano anche Salvatore e Melania con la loro bambina.

Fotografie che Paciolla non ha mai scattato, come testimoniato dall’approfondito esame dei telefonini che spontaneamente Paciolla consegnò ai carabinieri di Ascoli. Parolisi si è poi corretto affermando di essersi confuso con le foto viste sui giornali che lo stesso Paciolla andò a comprare per lui il 21 aprile, all’indomani del ritrovamento del cadavere di Melania.

ORDINANZA DEL GIP FIRMATA IERI

 Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi già ieri aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa mattina a carico di Salvatore Parolisi. Per eludere il pressing di stampa e tv che stazionavano davanti alla caserma Clementi, dove era rientrato in servizio Parolisi, è stato organizzato un ingresso nello spazio militare da parte di carabinieri in borghese con un’auto civetta.

NO COMMENT DAI LEGALI DI PAROLISI

 I legali di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, sono arrivati in auto alla caserma dei carabinieri di Ascoli dove, in una stanza al primo piano, si trova il loro assistito. Entrando, assediati dai giornalisti che chiedevano un commento sull’arresto del caporalmaggiore dell’esercito, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

PAROLISI A PASQUA DOVEVA ANDARE DA LUDOVICA

 Il 23 aprile, a Pasqua, Salvatore Parolisi doveva recarsi a Roma per conoscere i genitori di Ludovica P., che nel frattempo gli avevano già prenotato una stanza d’albergo.

Emerge dalla ricostruzione fatta dai magistrati ascolani, condivisa dal gip Carlo Calvaresi che ha accolto la loro richiesta d’arresto. Quel giorno Parolisi si sarebbe dovuto presentare dall’amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie. Nell’ordinanza del gip vengono evidenziati anche i comportamenti tenuti da Parolisi dopo aver denunciato la scomparsa della moglie.

In particolare il fatto di non aver partecipato alle ricerche, ma di essersi piuttosto preoccupato di cancellare il profilo su Facebook col quale chattava con Ludovica.

RICOSTRUITO PERCORSO DI PAROLISI IL 18 APRILE

Il gip del Tribunale di Ascoli Carlo Calvaresi, alle 88 pagine della richiesta di arresto per Salvatore Parolisi fatta dal pm Umberto Monti e dai colleghi della Procura di Ascoli, ha aggiunto un altro paio di pagine con considerazioni personali sulla possibile dinamica dell’assassinio della giovane mamma di Somma Vesuviana.

Allegate all’ordinanza anche le foto e le ricostruzioni corredate con tanto di didascalia fatte dai magistrati di Ascoli (erano a colori originariamente, sono in bianco e nero quelle nell’ordinanza) che testimoniano il percorso che Parolisi e la moglie avrebbero compiuto il 18 aprile, giorno della gita da Folignano a San Marco. Nell’ordinanza sono allegate anche le foto scattate dai ragazzi dell’istituto tecnico per geometri di Ascoli che il pomeriggio del 18 aprile erano anche loro al pianoro.

Nelle istantanee scattate con i telefonini, non si vedono mai Salvatore, Melania e la piccola Vittoria, che il papà dice di aver fatto dondolare sulle altalene nell’attesa che la moglie tornasse dopo essersi allontanata per un bisogno fisiologico.

Grande importanza in particolare viene data alle testimonianze delle persone sentite dai carabinieri durante questi tre mesi di indagini. Un paio almeno vengono ritenute assolutamente decisive per affermare che Melania non è mai stata il 18 aprile scorso a Colle San Marco e che Salvatore e la bambina vi sono giunti molto dopo rispetto all’orario indicato dal caporalmaggiore

PER MAGISTRATI RELAZIONE EXTRACONIUGALE POSSIBILE MOVENTE

Per i magistrati ascolani un ruolo importante nell’omicidio di Melania Rea l’ha avuto la relazione fra Salvatore Parolisi e Ludovica P., la soldatessa conosciuta nel 235 Rav Piceno durante un corso i addestramento e della quale il caporalmaggiore era diventato amante.

Molto importanti i messaggi scambiati su Facebook da Salvatore attraverso con l’avatar ‘Vecio alpino’, precipitosamente cancellato il 19 aprile, all’indomani della ‘scomparsa’ della moglie.

Messaggi che sono stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale e dai quali si percepirebbe la pressione che Ludovica faceva su Salvatore affinché lasciasse sua moglie per dedicarsi esclusivamente a lei.

I MAGISTRATI: “PAROLISI POTREBBE INQUINARE PROVE”

Pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Questi i motivi principali per cui il pool di magistrati ascolani Umberto Monti, Carmine Pirozzoli, Ettore Picardi e Cinzia Piccioni ha chiesto la detenzione in carcere per Salvatore Parolisi.

Ad inchiodare il caporalmaggiore, secondo quanto si legge nell’ordinanza, sono stati i risultati dell’autopsia effettuata dai medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrai, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno).

Parolisi e la moglie uscirono dalla loro casa a Folignano tra le 14 e le 14.20 e lui ricomparve con la bambina, ma senza Melania, al pianoro intorno alle 15.30. Proprio in questo spazio temporale i medici legali hanno collocato la morte di Melania, avvenuta al Bosco delle Casermette come ha stabilito l’autopsia, ma anche lo studio degli schizzi di sangue.

L’INCHIESTA PASSA A PROCURA TERAMO

Il gip del Tribunale di Ascoli Carlo Calvaresi, nell’ordinare l’arresto in carcere di Parolisi, si è dichiarato incompetente per territorio, per cui gli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea passano alla Procura di Teramo.

E’ in questa provincia, infatti, che si trova Ripe di Civitella, il luogo dove venne ritrovato il 20 aprile scorso il cadavere della donna. Il magistrato ascolano, in ogni caso, nei prossimi giorni sottoporrà Parolisi all’interrogatorio di garanzia, che entro i successivi 20 giorni verrà ripetuto dal collega di Teramo a ulteriore tutela e garanzia dell’arrestato.

Calvaresi, nelle 90 pagine dell’ordinanza, ha condiviso l’operato del pool dei magistrati di Ascoli, che hanno chiesto l’arresto nonostante i risultati dell’autopsia e dello studio degli schizzi di sangue (Bto) abbiano stabilito con certezza che Melania Rea è stata uccisa nel luogo dove è stato ritrovata morta, al Bosco delle Casermette, appunto, in territorio abruzzese.

SALVATORE USCITO DA CASERMA SCORTATO DA CARABINIERI

Salvatore Parolisi, scortato dai carabinieri, è uscito poco fa da un ingresso secondario della Caserma ‘Clementi’ di Ascoli, dove questa mattina gli è stato notificato il provvedimento cautelare, a bordo di un’auto senza contrassegni.

L’auto si sta dirigendo ora verso la caserma dei carabinieri.

LEGALE FAMIGLIA REA: “ERA NELL’ARIA”

“Era nell’aria. Ora bisognerà leggere l’ordinanza del gip. Ma già dalla perizia medico legale emergevano grandi elementi a carico di Parolisi. L’arresto è la diretta conseguenza delle indagini sin qui svolte”.

Così il legale della famiglia Rea, l’avvocato Mauro Gionni, commenta l’arresto di Salvatore Parolisi per l’omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea.

IL FRATELLO DI MELANIA: “E ORA COME SI FA CON LA BAMBINA?”

“E adesso come facciamo con la bambina?”. E’ stata la prima preoccupazione di Michele Rea, il fratello di Melania, alla notizia dell’arresto di Salvatore Parolisi.

lo riferisce il legale della famiglia, l’avvocato Mauro Gionni, che ha appena parlato con i parenti della donna uccisa. La bambina è la piccola Vittoria, che porta lo stesso nome della nonna materna, e che dopo la morte della mamma è stata in parte con il padre, quando il lavoro glielo consentiva, e in parte con i Rea.

A TERAMO PRONTO UN POOL PER L’INCHIESTA

Sarà il procuratore capo di Teramo, Gabriele Ferretti, a individuare i pubblici ministeri ai quali affidare l’inchiesta sul delitto di Melania Rea.

È comunque certo che a occuparsi del caso in prima persona sarà il sostituto procuratore Greta Aloisi, che aveva affiancato i colleghi ascolani all’inizio dell’indagine, e che lavorerà al fianco di almeno un altro pubblico ministero, molto probabilmente Davide Rosati.

Quanto ai tempi della trasmissione dei fascicoli alla procura teramana, in ambienti investigativi si calcola almeno la prossima settimana: dall’interrogatorio di garanzia, da svolgersi entro sabato, gli atti dovrebbero passare alla nuova competenza territoriale che ha 20 giorni di tempo per confermare (o meno) l’ordinanza di custodia cautelare.

Al momento non è chiaro se sarà la stessa polizia giudiziaria a continuare le indagini, ovvero i carabinieri del reparto operativo di Ascoli Piceno, oppure se le ulteriori attività investigative saranno passate anche queste all’Arma territoriale di competenza, dunque il reparto operativo del comando provinciale di Teramo.

“PAROLISI FORSE PERSONALITA’ A DUE FACCE”

Salvatore Parolisi, arrestato stamane per l’omicidio della moglie Melania Rea, forse è “un uomo dalla personalità a due facce”.

È la convinzione maturata dal comandate provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio.

“Un uomo – è stato detto durante una conferenza stampa – che non è riuscito a destreggiarsi tra due situazioni: il matrimonio con Melania, con cui era stato fidanzato fin da giovanissimo, e la relazione extraconiugale appassionata con Ludovica P., cui aveva promesso di cominciare insieme una nuova vita”. 

Proprio nei giorni dell’omicidio, avvenuto il 18 aprile, il triangolo era giunto ad un punto critico: Ludovica aveva pressato in modo insistente Parolisi affinché lasciasse Melania e si presentasse ai suoi futuri suoceri durante una vacanza pasquale ad Amalfi, per la quale era già stato anche prenotato un albergo.

Ma proprio negli stessi giorni, Salvatore si stava preparando a tornare con Melania e la piccola Vittoria in campagna per le feste di Pasqua.

Un uomo “a due facce – ha ribadito il col. Patrizio – perché chi altro può cominciare una nuova relazione senza avere chiuso il precedente matrimonio?”. “E quindi – ha detto il comandante dell’Arma – mi domando se c’era bisogno di fare una cosa del genere”, cioé di massacrare la moglie.

A FRATTAMAGGIORE SCONCERTO TRA I FAMILIARI DI PAROLISI

TERAMO – Sconcerto, a Frattamaggiore, nel Napoletano, tra i familiari di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’Esercito arrestato oggi con l’accusa dell’omicidio della moglie Melania Rea, uccisa il 18 aprile scorso in un bosco in provincia di Teramo.

Nell’abitazione di via Massimo Stanzione oggi si sono ritrovati, oltre al padre e alla madre di Parolisi, Pasquale e Vittoria, anche la sorella Francesca e il fratello Rocco. Tutti credono nell’innocenza di Salvatore.

Serrande abbassate, soprattutto per proteggersi dal gran caldo, in casa Parolisi sono entrate pochissime persone.

Solo il padre Pasquale, descritto da tutti i vicini come un instancabile lavoratore, è uscito di prima mattina ed è rincasato poco prima delle 13.

I familiari di Parolisi, secondo quanto riferiscono alcuni vicini, hanno appreso dell’arresto del loro congiunto dalla televisione.

Salvatore, nella tarda serata di ieri, sembra che abbia avuto una lunga telefonata con la sorella, nel corso della quale avrebbe ribadito ancora una volta di essere tranquillo perché innocente.

CARABINIERI: “NON C’E’ PROVA REGINA MA SUMMA PESANTE DI INDIZI”

TERAMO – Nell’inchiesta per l’efferato omicidio di Melania Rea “non c’è una prova regina ma una summa di indizi pesante, di elementi raccolti con grande continuità che delineano una responsabilità ben precisa di Salvatore Parolisi”.

Così il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio. Affiancato da Roberto D’Ortona e Nino De Luca, del Nucleo Investigativo dell’Arma e dal capitano Sergio Agostini del Ros di Ancona, il col. Patrizio ha ricostruito alcuni di questi elementi: le modalità dell’omicidio, la tempistica e la dinamica dell’aggressione, gli accertamenti di polizia scientifica, le testimonianze raccolte.

Un quadro che è stato poi “timbrato” in particolare dalla perizia autoptica sul corpo di Melania.

CARABINIERI: “PROBABILMENTE LA BAMBINA ERA LI'”

Molto probabilmente, di fatto sicuramente, la piccola Vittoria di 18 mesi era presente sul luogo del delitto a Ripe di Civitella, dove la mamma Melania Rea è stata massacrata a coltellate.

Per la sua morte il padre Salvatore Parolisi è stato arrestato oggi ad Ascoli Piceno. È uno dei particolari emersi durante una conferenza stampa dei carabinieri.

“Non abbiamo elementi per dire che non ci fosse” ha spiegato il col. Alessandro Patrizio, comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli.

Forse la piccola era addormentata sul seggiolino dell’auto, ma potrebbe comunque avere assistito alle prime fasi del litigio tra i genitori, culminato nell’efferato omicidio di Melania.

FAMILIARI SALVATORE, ”NOSTRO PENSIERO E’ PER VITTORIA”

Anche a casa di Salvatore Parolisi, così come tra i familiari di Melania, il primo pensiero va alla piccola Vittoria: è quanto riferiscono amici e vicini di casa che hanno incontrato i congiunti del caporalmaggiore arrestato oggi.

La piccola, appena 18 mesi, ha trascorso a casa dei nonni paterni, a Frattamaggiore, lo scorso fine settimana. Era anche in compagnia del padre Salvatore.

Era stata prelevata da Somma Vesuviana dalla zia Francesca, che è anche la sua madrina di battesimo, alla quale è molto legata.