TERAMO – “Io in dieci anni quel mostro di mio genero non l’ho conosciuto”. Sono le parole del padre di Melania Rea, Gennaro, intervistato da Tgcom. In merito alla lettera scritta dal carcere da Salvatore Parolisi ad alcuni amici, Rea commenta: “Quella lettera non è farina del suo sacco”.
Il padre parla anche dell’omicidio: “Lassù alle Casermette Melania ce l’ha portata lui. Salvatore deve parlare, per me poi possono anche buttare via la chiave”, per poi concludere “in modo categorico Salvatore non deve permettersi più di associare Melania a lui”.
Intanto al Riesame dell’Aquila ancora non giunge l’istanza dei legali del caporal maggiore, che è stata depositata a Perugia perché questo tipo di richieste possono essere presentate in tutti i tribunali d’Italia, a prescindere dalla procura competente.
ANCORA NON C’E’ ISTANZA RIESAME
Ancora una fumata nera al tribunale del Riesame dell’Aquila sulla vicenda Parolisi.
Negli uffici della cancelleria oggi non è arrivata l’istanza presentata venerdì scorso a Perugia dai legali del caporalmaggiore dell’Esercito rinchiuso nel carcere di Teramo con l’accusa di aver ucciso la giovane moglie Melania Rea.
La cancelleria sarà aperta anche domani prima di una pausa di due giorni a cavallo del Ferragosto.
La richiesta arriverà senza la parte documentale per scelta dei difensori che la consegneranno una volta che la richiesta è arrivata all’Aquila.
I legali hanno confermato che il loro assistito nell’udienza davanti ai giudici al Riesame renderà dichiarazioni spontanee.
In teoria l’udienza potrebbe essere fissata entro il mese di agosto, considerando che il Riesame dell’Aquila, dalla data del deposito, ha cinque giorni di tempo per richiedere gli atti al tribunale di Teramo e dieci giorni per fissare l’udienza.
I legali hanno presentato l’istanza a Perugia, sede del loro studio, perché in casi del genere si può consegnare in tutti i tribunali d’Italia.
LEGALI PAROLISI: “INUTILI ANALISI REPERTI NELL’ABITAZIONE
L’ex abitazione di Salvatore Parolisi e della moglie Melania Rea a Folignano (Ascoli Piceno) non può riservare alcuna sorpresa per le indagini sull’omicidio della donna, del quale è accusato il marito. Lo affermano gli avvocati Nicodemo Gentili e Valter Biscotti, difensori di Parolisi.
“L’anomala urgenza con la quale sono stati dagli inquirenti di Teramo repertati e analizzati alcuni oggetti presenti in casa Parolisi, dopo che la stessa è stata in più occasioni perquisita da cima a fondo – osservano in una dichiarazione all’Ansa – è fonte di forte perplessità per questa difesa, che avrebbe voluto, come la legge tra l’altro impone, che la stessa attenzione e celerità fossero state riservate all’importante materiale estraneo a Parolisi e alla vittima ritrovato sul corpo di Melania, e che invece non è stato né considerato né ancora approfondito”.
“Stranamente – proseguono i due legali – si insiste invece su analisi i cui risultati, qualunque essi siano, risulterebbero insignificanti all’indagine, perché estratti da oggetti prelevati dalla casa coniugale che inevitabilmente conserva anche per anni le tracce biologiche dei suoi abitanti e dei tantissimi frequentatori”.
“Vista la sorprendente fretta, ci aspettiamo che già in sede di Riesame ci faranno conoscere i risultati di ‘tali indifferibili accertamenti’, ottenuti sui reperti acquisiti da un appartamento mai sequestrato e da tempo non più nella disponibilità di Parolisi”
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