PESCARA – Spunta una diversa versione sulle modalità con cui si è arrivati all’uccisione di una giovane di 26 anni oggi a Pescara.

La versione dell’uomo, arrestato per omicidio, viene riportata dall’agenzia Agi.

Stando a quanto riferito dall’accusato al pm Silvia Santoro e da quanto raccontato ai cronisti dall’avvocato del 32enne, Davide Antonioli, i due sarebbero finiti a terra dopo spinte reciproche.

Poi la giovane avrebbe preso un coltello e si sarebbe ferita al collo, sostenendo di non farcela più, gesto successivamente emulato dall’ex convivente.

Poco dopo la giovane, sempre stando al racconto dell’uomo, gli avrebbe sferrato una coltellata all’addome e l’ex compagno, per reazione, l’avrebbe colpita al collo e al corpo per poi finire entrambi sul pavimento.

All’uomo, che non ricorderebbe altro, è stato sequestrato il telefono cellulare e, da quanto si è appreso, tra i due non ci sarebbero mai stati pesanti litigi.

Nel corso dell’interrogatorio l’arrestato, anche se abbastanza lucido, è apparso tremante, ha pianto, e ha sostenuto che voleva bene a Jennifer e di essere all’oscuro del suo decesso.