CHIETI – Dopo ben tre anni, possibile svolta nelle indagini sull’omicidio, rimasto senza colpevoli di Antonio Lizzi, 69 anni, pensionato di Monteodorisio, in provincia di Chieti, ritrovato morto nel febbraio 2018, all’ingresso della sua abitazione, legato e con segni di violente percosse.
Gli investigatori sono riusciti ad isolare un frammento di dna, di una persona sconosciuta, da n frammento di pelle sotto le unghie della vittima.
Il 69enne, di rientro dal supermercato, trovò i malviventi nella sua casa. L’uomo reagì e venne massacrato di botte. Il perché e chi c’era in casa è rimasto però un mistero. Certo è che a commettere l’omicidio non fu una sola persona ma più di una. A confermarlo fu l’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco.
Finora le indagini non avevano offerto indizi utile all’identificazione degli autori dell’efferato omicidio.





