L’AQUILA – Il 21enne aquilano Francesco Leccese, il 18 novembre scorso ucciso a coltellate in Inghilterra a Birmingham dove lavorava come croupier, sarebbe stato colpito mentre era nel letto e, dopo aver tentato la fuga, sarebbe stato finito vicino alla porta della casa dal presunto omicida.

Il sospettato è il ventenne Alberto Casiroli, originario di Lissone (Monza), con il quale divideva l’appartamento insieme a un altro connazionale, testimone del fatto di sangue.

La ricostruzione viene fuori da ambienti vicini alla famiglia del giovane aquilano, il cui padre, Giuseppe, poliziotto presso la questura del capoluogo, ancora sotto shock per una tragedia sulla quale, comunque, la polizia inglese non ha ancora fatto del tutto luce e fornito versioni ufficiali.

A tale proposito, non si sa ancora quando la salma sarà rimpatriata e quando potranno svolgersi i funerali del 21enne con la passione delle carte da gioco, molto conosciuto e stimato in città.

È in forse persino che la riconsegna avvenga entro Natale.

Il ritardo è dovuto alle difficoltà nelle indagini che, tra le altre cose, hanno richiesto la necessità di una seconda autopsia sul corpo: in questo senso, secondo quanto si è appreso il presunto omicida è ancora ricoverato in un centro psichiatrico.

Sempre stando a quanto emerso da ambienti vicini alla famiglia, il giorno precedente alla lite finita nel sangue, il presunto omicida avrebbe litigato anche con il testimone.

Non si conoscono i motivi della lite finita tragicamente.

Intanto, la procura della Repubblica dell’Aquila, che sul caso ha aperto un fascicolo, sta seguendo il caso attraverso le istituzioni di polizia, non esperendo ancora la strada della rogatoria internazionale.