L’AQUILA – Si è svolta ieri mattina l’udienza del processo per l’omicido dell’operaio dell’Asm Paolo D’Amico del novembre 2019, nei pressi della frazioen aquilana di San Gregorio, durante la quale il maggiore dei carabinieri Edoardo Commandé ha deposto per quattro ore e sono state ripercorse le fasi delle indagini fino all’arresto del presunto assassino, Gianmarco Paolucci, 25enne di Bagno, dipendente di un supermercato situato sulla strada statale 17 a Bazzano.
Come si legge sul quotidiano Il Centro, sono stati anche ascoltati due testimoni. Si tratta di un operaio che aveva lavorato alla casa di D’Amico e un collega dell’Asm.
Il racconto di Commandè, he ha ripercorso diverse tape dell’indagine, ha confermato che la tesi dell’accusa si basa principalmente sul Dna attribuito a Paolucci trovato sui pantaloni di Paolo D’Amico e le celle telefoniche che proverebbero la presenza dell’imputato nella zona del delitto la stessa ora in cui in cui sarebbe avvenuto l’omicidio.
In particolare, nel corso di una prima fase di indagini, durata fino al febbraio 2020, i primi sospettati dell’omicidio furono gli operai che avevano lavorato nell’abitazione di D’Amico e un amico della vittima. A quel punto, dai Ris di Roma arrivò la conferma che sui pantaloni di D’Amico era stata trovata traccia del Dna della vittima e di un ignoto, probabilmente dell’assassino. Si tentò quindi di individuare l’assasino attraverso una serie di prelievi a persone, perlopiù coinvolte in indagini per droga.
Nel novembre 2020, si legge ancora sul Centro, venne ripreso in mano l’elenco di tutti quelli che erano stati sentiti nelle prime settimane dopo l’omicidio e Paolucci fu il solo a rifiutare alla prova del Dna. Di conseguenza, i carabinieri rividero la sua prima testimonianza e dai tabulati telefonici emerse che, sempre secondo l’accusa, non aveva detto la verità. Quel 22 novembre 2019, infatti, il presunto omicida sostenne di trovarsi nella frazione di Bagno Piccolo, ma le celle telefoniche a ridosso della zona del delitto. Nel dicembre 2020. Paolucci venne quindi fermato per un controllo con l’etilometro e il Dna di ignoto risultò compatibile con il suo. Dopo altre verifiche, 2021 il giovane venne arrestato.






