CHIETI – Conferma quanto già aveva dichiarato la sera dell’arresto, nell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, dove aveva ammesso le proprie responsabilità, Domiziano di Domizio, il 52enne di Chieti che la sera del 13 maggio scorso ha ucciso dentro casa, strozzandola, la madre di 83 anni, Arcangelina Silvestri.

L’uomo, che è rinchiuso nel carcere teatino di Madonna del Freddo con l’accusa di omicidio volontario aggravato, questa mattina è stato sottoposto all’interrogatorio di convalida dal gip del Tribunale di Chieti Antonella Redaelli che si è riservata di decidere.

Di Domizio, che resta in carcere, è assistito dall’avvocato Cristiano Sicari di Chieti, il quale sta valutando il ricorso a una perizia psichiatrica per il suo assistito. Di Domizio è in cura da qualche tempo presso il centro di igiene mentale e viveva con la madre, che pare lo rimproverasse spesso, e la sorella.

Si è invece conclusa nel primo pomeriggio presso l’ospedale di Chieti l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio il cui esito, secondo indiscrezioni, confermerebbe la morte per strozzamento ovvero mediante una pressione sul collo a mani nude.

Probabilmente è stato un raptus giunto al culmine di un diverbio madre-figlio.