CASTEL DI SANGRO – Si è chiusa con la condanna definitiva a 30 anni di carcere la vicenda processuale di Luciano Calvano, 54 anni, l’uomo originario di Castel di Sangro accusato di aver provocato, nel febbraio del 2011, la morte di Neldes Vera Marzano, che ne aveva 83.

La definitiva conclusione della vicenda è arrivata mercoledì scorso con la sentenza della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’imputato, confermando la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Assise d’Appello dell’Aquila.

In primo grado Calvano era stato condannato alla pena dell’ergastolo dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, nel giudizio con il rito abbreviato. Pena poi ridotta a 30 anni in sede di Appello.

La Suprema Corte ha anche stabilito il risarcimento del danno nei confronti del fratello della vittima, che nel procedimento giudiziario è stato difeso dall’avvocato Aldo Di Ianni.

La donna venne trovata morta da un nipote la mattina del 6 febbraio, riversa seminuda sul pavimento della sua abitazione di Castel di Sangro, dove viveva da sola.

Secondo le perizie era stata uccisa due giorni prima al termine di una colluttazione con il suo assassino.

Una vicenda che ha avuto un solo indagato: proprio Calvano.

L’uomo si era reso irreperibile subito dopo il delitto e fu rintracciato e arrestato dopo tre giorni dai carabinieri di Castel di Sangro: sui suoi vestiti furono trovate alcune macchie di sangue compatibili con quello della vittima.