L’AQUILA – “È un femminicidio, una vera e propria strage, un problema culturale di questo Paese: l’idea della donna come proprietà che non può scegliere un altro progetto di vita. Non c’è gelosia ma possesso. Non c’entra con la nazionalità di chi commette il reato, questa è una stupidaggine: qualche giorno fa abbiamo avuto il dramma di Montesilvano e quello era italiano, un ex carabiniere”.
La pensa così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente sul duplice omicidio avvenuto ieri pomeriggio nel capoluogo abruzzese nel quale sono rimasti vittime Orjeta Boshti e il suo compagno Huna Shpetim. A freddarli con due colpi di pistola, l’ex marito di lei Burhan Kapplani.
“Sono quasi sempre gli italiani – commenta il primo cittadino aquilano – potrei impazzire anch’io e uccidere mia moglie se mi lasciasse, o un altro la sua fidanzata. L’omicida lo conoscevo come imprenditore bravo e serio”.
“Su questi temi – precisa Cialente – va fatta una grande battaglia culturale. La donna ha diritto a fare le sue scelte. C’è una parte di aquilani che hanno un atteggiamento che risente di un’impostazione razzista, ma solo una piccola parte, da noi ci sono extracomunitari e stranieri integrati che fanno parte della comunità”. (alb.or.)





