SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – Riaprono le grotte di Stiffe, la straordinaria perla naturalistica della piccola frazione di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila).

Alle 11.30 di quest’oggi, dopo 807 giorni, è stato  tagliato il nastro alla presenza dell’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, del sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli e dell’ex primo cittadino di Livigno (Sondrio), oggi assessore, Lionello Silvestri.

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È proprio la cittadina montana lombarda, rappresentata anche da una delegazione guidata dal comandante della polizia Municipale, Damiano Franzini, ad aver dato un deciso impulso alla ripresa delle attività turistiche delle grotte, grazie a una donazione di due strutture in legno che ospiteranno il bar, la biglietteria e la rivendita di souvenir.

Il fabbricato che ospitava prima tali locali, infatti, era stato gravemente danneggiato dalla caduta di un masso a seguito del terremoto del 2009.

Stesso problema per l’ingresso della cavità carsica, che ne ha comportato la chiusura, durata oltre due anni, a causa del rischio esterno rappresentato dalla possibilità di ulteriori distaccamenti di sassi dalla montagna.

I lavori di messa in sicurezza sono stati finanziati con i 900 mila euro messi a disposizione dalla funzione Infrastrutture della Struttura di gestione dell’emergenza.

“È un momento di rinascita importante per tutto il territorio”.

Ha commentato così la notizia Gaetano Serafino, presidente della società che gestisce le grotte, la Progetto Stiffe spa.

“Prima del sisma – ha spiegato Serafino – le grotte richiamavano migliaia di visitatori ogni anno, rappresentando uno dei maggiori attrattori di turismo dell’Aquilano”.

“La ricostruzione – ha aggiunto – passa anche attraverso la riqualificazione e il miglioramento della fruibilità delle bellezze naturali e artistiche, di cui la zona Est dell’Aquila è ricchissima”.

“È anche un modo per dare un segno di speranza a tutti i Comuni del circondario – conclude Serafino – che hanno pagato un tributo pesantissimo al sisma in termini di vittime e danneggiamento del patrimonio edilizio”.

A poche centinaia di metri dalle grotte, oltre a San Demetrio, si trovano i paesi di Villa Sant’Angelo, Fagnano Alto, Fossa e Sant’Eusanio Forconese, tra i più colpiti dalla tragedia del 6 aprile 2009. (pi.bi.)

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