L’AQUILA – “L’Aquila, con la sua ricostruzione, con il grande lavoro di recupero che sta realizzando, può davvero sfatare l’idea di un Paese, l’Italia, che non riesce a concludere”. 

Parola di giornalista, attento osservatore delle cose italiche, per di più tedesco. Michael Braun, il suo nome, corrispondente del Die Tageszeitung​ di Berlino, che questa mattina ha preso parte all’Educational tour tra i cantieri e le strade dell’Aquila in ricostruzione.

Primo appuntamento di Officina L’Aquila-incontri internazionali 2017,  la manifestazione promossa e organizzata da Ance Abruzzo, insieme ad Ance L’Aquila, Chieti, Pescara, e Teramo e Carsa srl, che fino al 1 giugno porterà nel capoluogo d’Abruzzo colpito dal sisma del 2009 esperti da tutto il Paese in tema di edilizia, restauro, riqualificazione urbana, adeguamento energetico, sicurezza sismica, comunicazione nell’emergenza, turismo.

Tema del primo dibattito di oggi pomeriggio all’Auditorium di Renzo Piano, proprio la comunicazione dell’emergenza, con ospiti giornalisti di testate nazionali, internazionali e locali che hanno seguito le varie fasi del terremoto aquilano e abruzzese, dalla tragedia del 6 aprile 2009 a oggi. 

E a tal proposito Braun, che conosceva L’Aquila anche prima del terremoto del 6 aprile 2009 assicura che “state recuperando una bellezza che prima del sisma non c’era, ho visto isolati appena ricostruiti, che sono di una bellezza struggente, e girando per il centro, vedendo i palazzi ancora coperti dalle impalcature, si immagina già la bellezza che sarà restituita”.

Braun, insomma, lontano dai clangori e dalle polemiche della campagna elettorale per le comunali dell’11 giugno, invita all’ottimismo.

“Riavrete una città che avrà tutte le carte in regola per affermarsi nel mercato turistico. Una città antica, settecentesca e barocca, ma anche modernissima, dotata di servizi  all’altezza dei tempi, smart e sicura sismicamente, che recupera una bellezza che nei decenni aveva perduto. Una cosa che è difficile trovare altrove. Molto dipenderà dalla qualità e dall’efficacia del marketing turistico, ma ci sarà tanto da vendere, questo è sicuro”. 

“L’Aquila nell’immediato post sisma – aggiunge poi Braun – è stata raccontata come una città che non riusciva a rialzarsi, dove si facevano scelte sbagliate. Ora è diverso. Certo, a livello di tempistica si è partiti tardi, forse qualche anno è stato perso. Però ora vedo che tutto procede molto velocemente. E’ stato sorprendente, durante la visita nei cantieri, venire a sapere che per competare il resturo di grandi aggregati edilizi, ci  vorranno solo 18 mesi. Non sono un esperto, ma si sembra un tempo brevissimo, vista la complessità degli interventi”.