L’AQUILA – “La scelta del legislatore è stata chiarissima per cui quali che saranno i tempi del concorso in nessuna ipotesi appare possibile nemmeno pensare a ulteriori proroghe delle strutture utilizzate per l’ormai cessata gestione dell’emergenza”.

Con questa eloquente e lapidaria nota Alfonso Celotto, capo di gabinetto del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, interviene dopo le polemiche degli ultimi giorni sul “concorsone”.

Un intervento che spegne una volta di più le speranze di proroga per gli attuali precari, un’istanza mai ascoltata dal governo.

Al tempo stesso Celotto evidenzia che se ricorsi, scandali, inchieste o altro facessero slittare il concorsone, non ci sarebbe ugualmente la proroga.

Si andrebbe, insomma, alla paralisi del sistema, come già affermato in precedenti interventi dallo stesso Barca.

Celotto si lagna per i “residui grumi di vischiosità che ancora emergono in parti del territorio” e ribadisce una volta di più, “soltanto mediante il concorso sarà possibile assumere i collaboratori necessari alla ricostruzione”.

Il concorso sembra sempre più in bilico dopo il caso dell’esempio di quiz diffuso su un sito web aquilano prima del tempo, lo stesso ministero ha identificato la “talpa” in Roberto Petullà che si è dimesso dall’incarico, tornando alle sue funzioni dentro la Protezione civile.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta da parte della procura della Repubblica del capoluogo a seguito di due esposti, mentre anche una serie di ricorsi al Tar minaccia la sopravvivenza del concorso.

LA NOTA COMPLETA

Con gli articoli 67-bis e seguenti del decreto legge n. 83 del 2012, il Legislatore ha scelto in maniera inequivocabile di organizzare “in via ordinaria” la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

Questo ha comportato la cessazione dello stato di emergenza dallo scorso 31 agosto e, conseguentemente, la cessazione di tutte le strutture e i contratti di personale emergenziale dal prossimo 31 dicembre.

Contemporaneamente, è stato attivato un concorso pubblico nazionale per reclutare in maniera stabile il personale che dovrà operare nei territori nella ricostruzione.

Per garantire massima celerità e assoluta imparzialità, questo concorso è stato affidato alla struttura statale con maggior esperienza e competenza in materia, cioè la Commissione per l’attuazione del progetto di riqualificazione delle pubbliche amministrazioni, stabilendo altresì che la Commissione giudicatrice sia designata dal Presidente del Consiglio dei Ministri (art. 67-ter, comma 7).

A fronte delle polemiche degli ultimi giorni, il Ministro per la Coesione territoriale, precisa ora mediante il suo Capo di Gabinetto, Alfonso Celotto:

“Abbiamo assoluta fiducia nella Commissione Ripam e nel Formez, e siamo consapevoli che stanno compiendo uno sforzo enorme per completare le procedure di concorso in un termine inusualmente breve. In un modello – aggiunge Celotto – che va definitivamente fluidificandosi, non possiamo che essere amareggiati per i residui grumi di vischiosità che ancora emergono in parti del territorio, ma siamo pienamente consapevoli che soltanto mediante il concorso sarà possibile assumere i collaboratori necessari alla ricostruzione”.

E conclude: “La scelta del Legislatore è stata chiarissima, per cui – quali che saranno i tempi del concorso – in nessuna ipotesi appare possibile nemmeno pensare a ulteriori proroghe delle strutture utilizzate per la ormai cessata gestione dell’emergenza”.