TERAMO – “Il tema del nuovo Ospedale è divenuto, come prevedibile, centrale nella campagna elettorale per le elezioni comunali nel capoluogo. Il recente confronto organizzato dal Comitato pro Mazzini tra i candidati sindaci ha però ribadito come il solo Gianguido D’Alberto abbia una posizione chiara in merito e di come solo il suo programma l’abbia riportata nero su bianco”: lo afferma in un comunicato il Movimento 5 stelle di Teramo.

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Nell’incontro,  il primo cittadino ha potuto ribadire quanto affermato nel programma elettorale, nel quale, al punto 11, scritto anche con la collaborazione del Movimento 5 stelle,  è possibile leggere “la nostra posizione, dunque, è e resta quella espressa in questi anni: no allo spostamento del Mazzini, si al nuovo ospedale, si a una riqualificazione in termini sanitari dell’area di contrada Casalena”.

Certezza dei fondi, studio di fattibilità, e non di pre-fattibilità, sull’Area di Villa Mosca, potenziamento della medicina territoriale. Parole chiare, posizioni univoche, le stesse  rappresentate dal Movimento negli ultimi anni, e ben diverse da quelle del Candidato di centrodestra alle cui accuse di inerzia del Consiglio Comunale sul tema, il sindaco ha ricordato che è l’attuale amministrazione ad aver inserito il sito dell’attuale nosocomio tra quelli possibili, dopo che la precedente, dello stesso colore politico dello sfidante, non lo aveva minimamente preso in considerazione.

Alle stoccate di D’Alberto, che gli ha evidenziato come la scelta di Piano D’Accio imposta dall’alto da una Asl sempre poco avvezza ai confronti,  sia frutto di una delibera Regionale governata dallo stesso Centrodestra che ora si propone alla guida della città,  viceversa, Antonetti, in evidentissima difficoltà, non ha potuto ribattere alcunché. Ma non possiamo biasimarlo, si trova tra incudine e martello, tra quello che cerca di affermare, in modo peraltro piuttosto nebuloso, per compiacere gli elettori teramani e le posizioni granitiche ed autoritarie di una giunta Marsilio che anche in campo sanitario ha saputo dare il peggio di sé.

Alla candidata Marroni-tra le cui fila in veste di consulente trova ora posto un  ingegnere che solo un mese e mezzo or sono voleva, in nome della coerenza ad oltranza,  proporsi addirittura come sindaco del Movimento  benché nessun elettore o simpatizzante lo avesse mai visto nel corso degli ultimi 5 anni- infine, D’Alberto ed il Movimento stesso vogliono ricordare che in tema di raccolta firme è, purtroppo, la seconda arrivata. Il Movimento iniziò prima di lei e prima di tutti  questa battaglia fondamentale.