L’AQUILA, 24 MAGGIO – ”È una giornata importante, un altro tassello sulla strada della ricostruzione e della rinascita dell’Aquila, che deve tornare al suo antico splendore”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, intervenendo nel capoluogo all’inaugurazione del nuovo call-center della 3 Italia.
Una struttura all’avanguardia, partita con 80 lavoratori e che a regime ne assumerà 400 a tempo pieno. Prima dell’inaugurazione, un gruppo di dipendenti della Finmek con la cassa integrazione in scadenza a fine giugno ha tenuto un sit-in di protesta: Letta ha promesso una soluzione per questa annosa vertenza. Dal sottosegretario anche un commento sulla manovra straordinaria che il governo intende varare: “Conterrà sacrifici pesanti, per evitare il rischio-Grecia”.
IL NUOVO CALL CENTER
La nuova struttura ha l’obiettivo, a regime, di assumere entro fine agosto 400 giovani abruzzesi con un contratto a tempo indeterminato. Già operativo, il call-center è situato in località Boschetto Pile su una superficie di 1.600 metri quadri. Gli operatori e lo staff hanno a disposizione due sale training, una sala break e più di 250 postazioni in ambiente “open-space”. 3 Italia affiderà al call-center aquilano la gestione dei clienti ad alto valore, attuata attraverso un modello basato su gruppi di lavoro responsabilizzati per specifici portafogli-clienti.
”Nelle ore successive alla tragedia – ha detto Gianni Letta – il programma era quello di lavorare su quattro grandi voci: case, scuola, università e lavoro, che consideriamo un manifesto di vita, speranza, fiducia e resurrezione dopo il terrore che ha causato il devastante sisma. Abbiamo tenuto fede a quel programma insieme a tutti, compresi i cittadini. I primi tre punti sono stati pienamente realizzati; sul quarto, il lavoro, stiamo lavorando e sono venuto qui proprio per dare questo nuovo messaggio di fiducia portato da gente che vuole venire all’Aquila per dare lavoro”. Rivolto ai tanti giovani presenti in sala, il sottosegretario ha sottolineato che ”è stata costruita una “città temporanea” per riavviare la vita normale, ricostruire il centro storico e ritrovare man mano un lavoro che garantisca in prospettiva tanti giovani, che così si radicano fortemente sul territorio e non vengono indotti ad andare via”.
Il sottosegretario in più di un passaggio ha evidenziato ”l’inventiva e la genialità dell’amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari, che conosco da anni quando facevamo un altro mestiere, grazie al quale L’Aquila ha un call-center nel quale il personale non risponde semplicemente al telefono, ma gestisce il cliente con un metodo innovativo. Un call-center che ridà speranza a tanti giovani”. Proprio Novari ha spiegato che “dopo aver contribuito alla gestione dell’emergenza post-sisma, lavorando al ripristino delle comunicazioni mobili e offrendo traffico telefonico e connettività Internet alla popolazione colpita; dopo aver cooperato alla costruzione di unità abitative a Onna e Bazzano, con il contributo dei nostri clienti e dei nostri colleghi che hanno espresso la loro solidarietà donando ore di lavoro, oggi diamo avvio a una terza fase, forse la più importante: offrire un’opportunità di lavoro di qualità ai giovani abruzzesi, lontana dalla concezione “classica” del call center, per restituire loro serenità e concrete prospettive per il futuro”.
CASSINTEGRATI FINMEK, LA PROMESSA
Prima dell’inaugurazione, un gruppo di lavoratori della Finmek Solutions ha protestato davanti all’ex stabilimento, confinante con il nuovo call-center. I lavoratori volevano chiedere a Letta il mantenimento degli impegni presi in quanto fu proprio il sottosegretario a gestire il passaggio tra la Siemens e la Finmek Solutions. Dei 550 dipendenti ne sono rimasti circa 90, per i quali la cassa integrazione scade il prossimo 30 giugno.
”Vogliamo ricordare al sottosegretario, che è un abruzzese – ha spiegato Luigi De Carolis, sindacalista Fim-Cisl – che gli impegni presi all’atto della firma dell’accordo vanno rispettati. Vogliamo soltanto che le persone rimaste in cassa integrazione in un territorio duramente colpito non rimangano senza lavoro”.
La risposta è arrivata poco dopo, con una promessa. “Dopo il boom dell’elettronica – ha commentato Letta – c’è stata una profonda crisi e le cose non sono andate come sperato. Alla vigilia della scadenza della cassa integrazione per questi operai festeggiamo il lavoro che arriva, ma ci impegniamo a risolvere il problema per chi non vede la fine del dramma. In questa saldatura c’è il futuro e la speranza della ricostruzione dell’Aquila e delle zone terremotate”.
SACRIFICI DURI
Incalzato dai cronisti, Letta ha spiegato anche la particolare urgenza e durezza della manovra straordinaria che il governo ha tutta l’intenzione di varare. “Conterrà – ha snocciolato – una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità anche già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia. Capiamolo così e ci capiamo tutti”
La manovra finanziaria, ha aggiunto il sottosegretario, “sarà chiamata di fatto ”Provvedimenti urgenti per la stabilità finanziaria e per la competitività economica che ci è imposta dall’Europa così come per tutti gli altri Paesi, dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia alla Gran Bretagna, alla Germania, che stanno adottando provvedimenti nel disperato, ma spero vittorioso tentativo di scongiurare una crisi epocale e di salvare l’euro”. Proprio a causa della manovra, tra l’altro, Letta ha rischiato di non venire, “perché sono impegnato in una serie frenetica di consultazioni per arrivare in tempo utile ad adottare il provvedimento in Consiglio dei Ministri”.





