L’AQUILA – Giornata convulsa quella spesa ieri tra il Consiglio regionale e la nomina, arrivata a sorpresa, dei due manager delle Asl dell’Aquila e Chieti.

A firmare i decreti, ieri pomeriggio, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha nonimato Roberto Testa direttore generale della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e  Francesco Nicola Zavattaro direttore generale della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti.

Una decisione è destinata a provocare polemiche all’interno della maggioranza di centrodestra visto che, secondo quanto si è appreso, la Lega non sarebbe d’accordo con la scelta dell’Aquila, territorio del deputato e vice segretario abruzzese Luigi D’Eramo che avrebbe preferito Ferdinando Romano.

Ma Marsilio ha rotto gli indugi imponendo la sua linea appoggiata anche dall’assessore al Bilancio Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila e collega di giunta dello stesso D’Eramo. 

Che il clima sia rovente all’interno del centrodestra per la scelta dei dg, e non solo, è testimoniato dall’uscita di D’Eramo, che senza mezzi termini ha paventato la possibilità di far mancare l’appoggio al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. 

Venti di crisi al Comune provocati anche dalla battaglia sotterranea per la nomina del direttore Asl, da cui il Carroccio si sente esautorato a scapito del triumvirato Marsilio-Liris-Biondi. Ecco il perché di un accelerazione per certi versi improvvisa e inattesa.

Come si legge in una nota dell’ufficio stampa  della Giunta regionale, il primo vanta un’articolata esperienza professionale nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali con una particolare attitudine al problem solving, il secondo ha già maturato una notevole esperienza gestionale  con incarichi ricoperti in sistemi sanitari di diverse regioni, in particolare in Regione Abruzzo.

Nella stessa nota, si sottolinea che il presidente Marsilio ha proceduto alle nomine, preso atto che la Commissione esaminatrice regionale ha trasmesso le due rose di idonei unitamente ai curricula dei candidati.

La firma è avvenuta durante la seduta del consiglio regionale e alla vigilia della riunione dei segretari di partito della maggioranza di centrodestra, in programma domani, nel corso della quale si sarebbe parlato di nomine legate allo spoils system e di chiusura della partita dei capi dipartimento che saranno nominato nella seduta straordinaria della Giunta di venerdì prossimo. 

La firma è avvenuta alla vigilia della riunione dei segretari di partito, in programma per oggi ma che è saltata, nel corso della quale si sarebbe parlato di nomine legate allo spoils system e di chiusura della partita dei capi dipartimento che saranno nominato nella seduta straordinaria della Giunta di venerdì prossimo. 

Roberto Testa, 57 anni, romano, specializzato in Igiene ed Organizzazione dei Servizi Ospedalieri, è stato direttore Sanitario dell’Inmp (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) e ha avuto esperienze importanti e prestigiose in ambito sanitario, sia a livello ospedaliero che di azienda sanitaria ed ha prestato la propria opera professionale anche in altre Regioni italiane.

E’ stato direttore sanitario all’Asl di Frosinone, dg del Fatebenefratelli a Milano e poi, negli ultimi anni, direttore sanitario in due distretti dell’Asl 2 di Roma. Studioso ed esperto di sistemi organizzativi ed evolutivi della Sanità è autore di numerose pubblicazioni. E’ docente universitario alla Sapienza e a Tor Vergata. 

Per Zavattaro è un ritorno di fiamma. Uomo del project financing dell’ospedale teatino, il 62enne aveva gestito la stessa Asl durante il governo di centrodestra con Gianni Chiodi fino al 16 maggio 2015 (Luciano D’Alfonso era presidente da un anno) quando annunciò le sue dimissioni per “incomprensioni con i vertici regionali”. 

Era stato tra i papabili per l’Asl unica in Sardegna. Per lungo tempo alla Bocconi, come docente e ricercatore, per quindici anni è stato componente dei nuclei di valutazione in numerose Asl. E’ stato dg dell’Asl teatina una prima volta dal 2010 al 2012, poi dal 2013 al 2015.

Il mandato si interruppe a seguito di un’ispezione ministeriale del Mef che rilevò una serie di irregolarità, ma la stessa Asl sostenne che la relazione era frutto di “interpretazioni date ad alcuni aspetti gestionali, che non configurano, però, una condotta illegittima né omissiva né opaca”. Non fu sufficiente a evitare le dimissioni.