CHIETI – Avvincendamenti nelle aziende territoriali per l’edilizia residenziale (Ater) di Teramo e Chieti, con l’arrivo di due nuovi commissari, Nicola Salini e Camillo Di Giuseppe. Nomine effettuate dalla Giunta regionale la settimana scorsa, e che fanno urlare però allo scandalo il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, visto che i prescelti sono più o meno targati Partito democratico.
All’Ater di Chieti va infatti Camillo Di Giuseppe, già sindaco di Altino, ex presidente provinciale del Pd, ma anche commissario del partito a Vasto. Vicino al consigliere regionale Camillo D’Alessandro, candidato alla Camera.
Prende il posto della funzionaria della Regione Antonella Gabini, che ha avviato un difficile risanamento dell’ente dopo la disastrosa gestione dell’ex direttore generale Domenico Recchione coinvolto in una maxi inchiesta su sprechi e spese pazze, e già condannato dal giudice del Lavoro a risarcire l’ente versando quasi mezzo milione di euro.
E’ invece il giovane Nicola Salini, collaboratore amministrativo gruppo consiliare del Partito democratico in Regione, il nuovo commissario dell’Ater di Teramo.
Prende il posto dell’amministratore unico Armando Rampini, nominato nel 2014. Assieme a Salini nominati anche due sub commissari: l’avvocato teramano Alessandra Ciccarelli e la dottoressa Valeria Misticoni, ex assessore al Comune di Teramo del Nuovo centro destra.
L’incarico di Salini avrà la durata di 30 mesi, ma saranno molto intensi, visto che l’Ater di Teramo è in prima linea anche nella difficile partita della ricostruzione post sismica di molte case popolari inagibili e sgomberate.
Restano al loro posto gli amministratori unici dell’Ater di Pescara Virgilio Basile, e dell’Ater dell’Aquila Francesca Aloisi, nonché il commissario dell’Ater di Lanciano Antonio Innaurato, ex funzionario Cgil e primo dei non eletti nelle regionali del 2014 nelle fila del Partito democratico.
Le nuove nomine, come del resto quella effettuata un anno fa di Innaurato, non sono certo piaciute a Febbo, che le bolla come “furbate squisitamente politiche ed elettoralistiche”. E non gli va giù in particolare la nomina di Di Giuseppe al posto di Gabini.
“Questo Governo regionale – tuona Febbo – ha la faccia tosta di sospendere tutte le attività consiliari e legislative fino al termine delle elezioni politiche ma al contempo è senza pudore ed in piena campagna elettorale, continua ad utilizzare la giunta per approvare delibere squisitamente politiche ed elettoralistiche, scegliendo uomini di apparato e noti al Partito Democratico”.
“Sulla nomina del commissario dell’Ater di Chieti, la Giunta regionale ha messo in scena l’ennesimo pasticcio dalfosiano oltre a restaurare l’era del poltronificio con i soldi dei contribuenti abruzzesi. Una scelta scellerata poiché questo governo regionale manda via con molta leggerezza, è solo per motivi elettoralistici, un funzionario della Regione, Antonella Gabini, che in questi anni, con il suo duro e solitario lavoro, e rischiando in prima persona, non solo ha risanato economicamente l’ente ma soprattutto, ha ripristinato legalità, trasparenza e correttezza morale ed etiche in un Ater che è stata al centro di un ciclone giudiziario che ha disintegrato un sistema consolidato nel tempo di “affari” e “clientele” di ogni tipo”.
Un avvicendamento per il quale sostiene Febbo, “mancano le motivazioni rispetto ad una situazione di risanamento economico finanziario che Gabini stava brillantemente portando avanti, sia la mancanza di collegialità richiesta da leggi regionali specifiche”.





