LANCIANO – La povertà in costante aumento soprattutto tra gli italiani e la necessità di creare strutture adeguate per dare una risposta alle crescenti richieste dei “nuovi poveri”.

È il quadro tracciato in sintesi dall’arcivescovo della diocesi di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, in occasione della presentazione del Rapporto sulle Povertà del 2010 delle Caritas diocesane d’Abruzzo e Molise.

“Il dato più evidente riguarda la cittadinanza dei nostri assistiti, in netta inversione di tendenza rispetto al 2009: su 100 persone assistiamo 70 italiani e 30 stranieri, per la maggior parte cittadini europei dell’Est Europa, albanesi e rumeni. Si tratta soprattutto di disoccupati, donne per lo più, tra i 40 e i 50 anni – ha sottolineato Cipollone – dunque ancora in età da lavoro. Sono aumentate sensibilmente le richieste d’aiuto motivate da un fallimento o da un protesto, ma in genere arrivano per chiedere cibo, pagamento di bollette e indumenti”.

Per rispondere adeguatamente alle esigenze di quanti chiedono aiuto nei sei centri d’ascolto della Caritas, quattro a Lanciano e due a Ortona, la diocesi sta progettando l’istituzione di un banco alimentare, di un centro indumenti e di un centro di accoglienza notturno.

“Il banco alimentare diventerà un emporio diocesano dove i poveri potranno fare la ‘spesa’, non solo alimentare, con un punteggio che verrà assegnato loro a seconda delle esigenze familiari – ha spiegato Cipollone – abbiamo poi bisogno di un centro di distribuzione degli indumenti nuovi o rinnovati con delle procedure specifiche e, da ultimo, dobbiamo dotarci di un centro di accoglienza notturno per chi non ha un posto dove andare a dormire”.

Tutti interventi che dovrebbero essere finanziati da fondi provenienti dall’8 per mille, da contributi diocesani e sponsor privati.

Gran parte del contributo che la Conferenza episcopale italiana invia annualmente alla diocesi di Lanciano-Ortona per le varie voci di spesa, vengono destinate a finanziare le attività della Caritas, per circa 150 mila euro.

“La Caritas non è un bancomat, né fa assistenzialismo fine a se stesso – ha tenuto a precisare il nuovo direttore della Caritas diocesana, Luigi Cuonzo, che succede a don Domenico Di Salvatore – noi lavoriamo per un accompagnamento pedagogico ed educativo, che educhi alla responsabilità la persona nei consumi, nel lavoro, nella famiglia”.

“La Caritas – ha aggiunto Cuonzo – non può e non deve sostituirsi tantomeno alla politica, non siamo il bastone di nessuno. Piuttosto, come diceva don Tonino Bello, ‘bisogna annunciare, denunciare e rinunciare’ per restituire dignità alle persone, la cui povertà spesso non è solo economica, ma anche spirituale”.