PESCARA – Non c’è pace sul processo di fusione della nuova Pescara, che prevede l’unificazione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in unico ente, entro il gennaio 2023, al massimo al gennaio 2024, causa covid 19. Come sancito da un referendum del 2014 e da una legge regionale.

In un vertice del centrodestra è spuntata infatti l’ipotesi di spostare tutto al 2027.  Alla riunione erano presenti i sindaci di Pescara e Montesilvano, Carlo Masci di Fi e Ottavio De Martinis della Lega, due presidenti dei consigli comunali, Marcello Antonelli ed Ernesto De Vincentiis, e poi il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i consiglieri regionali Guerino Testa, Vincenzo D’Incecco e Luca De Renzis, e alcuni consiglieri comunali di Pescara.

L’argomento sarebbe quello che è necessario consentire al Comune di Spoltore di svolgere un intero mandato elettorale, visto che a giugno si vota  e tutto il consiglio comunale verrebbe eletto appena per qualche mese. Si potrebbe però cominciare intanto a associare i vari servizi, come quelli del sociale, la polizia locale,  la gestione dei rifiuti e la centrale di committenza.

Un’idea che va nella direzione opposta a quella perorata prima di tutto dal senatore del Pd ed ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che spinge per il commissariamento dell’iter.

La notizia della frenata del centrodestra ha mandato intanto su tutte le furie il comitato  Nuova Pescara e Federmager.

“Chiedere un rinvio di altri 5 anni – tuona Nuova Pescara –  , dopo i 4 già trascorsi inutilmente è a dir poco offensivo per i cittadini e per tutte le categorie sociali che da anni attendono la concretizzazione della volontà espressa con il referendum Ed è ancor più offensivo perché appare evidente a tutti che questo rinvio sembra molto più funzionale a garantire equilibri politici interni dei partiti, che a consentire di realizzare la fusione”

“È noto ed evidente a tutti che se il sindaco di Montesilvano non potrà ricandidarsi, nei primi mesi del 2024 sarà costretto a lasciare la poltrona di Presidente della Provincia.
Come pure è evidente a tutti che se in 4 anni si è fatto poco o nulla, ben difficilmente i prossimi 4 anni potranno consegnarci qualcosa di diverso – incalza la nota -. È bene quindi che i protagonisti di questa iniziativa, dettata esclusivamente da prepotenza ed arroganza, sappiano sin d’ora che sia l’associazione Nuova Pescara, che individualmente tutte le realtà che ne fanno parte, metteranno in campo in ogni sede e con ogni strumento consentito tutte le iniziative necessarie affinché la volontà dei cittadini e il dettato legislativo vengano rispettati. Il presidente della giunta regionale Marco Marsilio deve nominare un commissario ad acta”.

Durissimo  Federmanager, con il presidente Florio Corneli: “Il mondo produttivo è sconcertato di fronte all’ennesima prova di scarsa lungimiranza messa in campo da gran parte della politica abruzzese sul tema della Nuova Pescara. Per la Brexit, gli inglesi ci hanno impiegato un anno, per unire tre città ce ne vogliono 13? Non scherziamo. È chiaro che si tratta di un rinvio teso a far saltare la fusione sancita dal referendum del 2014. Nel momento in cui bisognerebbe essere compatti e protesi verso il futuro, assistiamo a una battaglia di retroguardia. Per i cittadini il danno sarà enorme. Per il beneficio di pochi, si toglie la possibilità di sviluppo a un territorio intero. A distanza di 8 anni dal referendum per la fusione, ci saremmo aspettati una progettualità seria invece di uno stancheggio atto a salvare i privilegi di alcuni politici. Federmanager ritiene urgente un confronto con il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, che in campagna elettorale si era detto favorevole alla fusione, e con tutte le forze politiche abruzzesi, anche i senatori e i deputati”