L’AQUILA – Fumata nera al termine delle consultazioni tra i partiti di centrodestra per risolvere la crisi al Comune dell’Aquila innescata dalle dimissioni del sindaco, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che, entrato in contrasto con la sua maggioranza, giovedì sera ha lasciato l’incarico. 

Responsabili dell’impasse, secondo quanto appreso dagli ambienti di palazzo Fibbioni, sarebbero i consiglieri di Insieme per L’Aquila.

In particolare, il primo cittadino avrebbe posto il veto proprio sui due nomi presentati, quello del capogruppo Roberto Junior Silveri e quello del consigliere Vito Colonna; inoltre, il gruppo dovrebbe esprimere un nome maschile e uno femminile, quest’ultimo preso dalla società civile.

Dunque, al termine di una lunga giornata di incontri del coordinatore regionale di Fdi, Etel Sigismondi, di quello di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, e dello stesso primo cittadino con i responsabili di Lega, Fdi, Forza Italia e delle civiche L’Aquila Futura e Insieme per L’Aquila, non è stata raggiunta l’intesa, in particolare sulla composizione della Giunta che ha ora cinque assessori su nove: quindi, Biondi non torna indietro ritirando le dimissioni per le quali ha tempo fino al 2 aprile prossimo.

Il clima teso e il muro contro muro tra i partiti di centrodestra e il sindaco, non hanno aiutato a trovare la quadra, che a questo punto sembra sempre più lontana.

Passando agli altri gruppi consiliari, la Lega avrebbe presentato la richiesta di tre assessori, Daniele Ferella e Fabrizio Taranta, oltre a una donna, Tiziana Del Beato, forte del risultato delle scorse elezioni regionali, in cui ha sfiorato l’elezione con 3.465 voti.

Questa ipotesi, tuttavia, sarebbe in contrasto con quanto annunciato in una conferenza stampa, sabato scorso, occasione in cui la Lega al completo ha dichiarato di “accontentarsi” di due assessori, a patto che siano Taranta e Ferella, stando a quanto trapelato.

Forza Italia avrebbe chiesto due posti in Giunta, ma difficilmente questa richiesta potrà essere accontentata, alla luce anche dei quattro consiglieri “ribelli” usciti dal partito degli azzurri sbattendo la porta e lasciando sola sugli scranni del Consiglio comunale Maria Luisa Ianni.

A Fi resta anche il presidente del Consiglio, Roberto Tinari, ma i numeri per chiedere due assessori non ci sono e gli altri partiti si sarebbero opposti con forza a questa richiesta.

Discorso decisamente più complesso per Fdi che ha più anime e per cui ci vorrebbe un esecutivo con 15 posti. 

Il capogruppo Giorgio De Matteis, che da quasi un anno chiede un azzeramento della Giunta e che più volte ha sfiduciato i suoi assessori, Carla Mannetti e Alessandro Piccinini, si opporrebbe all’ipotesi di una riconferma di almeno uno dei due.

Ad unirsi al coro anche i consiglieri di Fdi Marcello Dundee e Berardino Morelli che auspicherebbero un cambio sugli scranni dell’esecutivo.

In casa L’Aquila Futura, sembra andare verso la riconferma anche l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti, primo dei non eletti alle scorse elezioni comunali

Rispunta anche il nome di Fausta Bergamotto, alto dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri, sorella dell’ex consigliere regionale di Forza Italia, Luca, direttore di LaQtv, in quota a Forza Italia, che però nei mesi scorsi aveva declinato l’invito per i prestigiosi incarichi romani.

Infine, diversi esponenti dei gruppi consiliari avrebbero sollevato dubbi sulla presenza dei due coordinatori regionali alle consultazioni, sostenendo che a trattare con i partiti sarebbe dovuto essere il sindaco, che quindi sembra smarcarsi da qualunque responsabilità, e non esponenti regionali, in particolare Sigismondi.