L’AQUILA – I consiglieri regionali abruzzesi Antonio Saia, Comunisti italiani, e Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista, dichiarano che, “con una votazione a dir poco irrispettosa della volontà a suo tempo espressa in referendum contro il nucleare da cittadini abruzzesi”, la maggioranza di centrodestra in Consiglio ha bocciato la risoluzione presentata dalle opposizioni di centrosinistra, primo firmatario Lucrezio Paolini, che dava mandato al presidente Chiodi di rappresentare la contrarietà della Regione all’installazione, sul proprio territorio, di centrali nucleari.

“Con tale decisione – dichiarano – la maggioranza di centrodestra ha di fatto spalancato le porte dell’Abruzzo a ospitare centrali nucleari, anche perché molte Regioni, di diverso orientamento politico, si sono già pronunciate contro e stante il fatto che la Corte Costituzionale ha ribadito l’esclusiva competenze delle Regioni a ospitare centrali nucleari sul proprio territorio”.

Pertanto, la Regione Abruzzo, “per ora, potrebbe essere la sola o una delle poche regioni destinataria di centrali nucleari. È evidente l’irresponsabilità di tale decisone – concludono i due esponenti dell’opposizione – in quanto appare contradditorio e inopportuno che si decida di dare l’assenso alla costruzione di una centrale nucleare in un territorio come quello abruzzese, quasi totalmente ricompreso in zona ad alto rischio sismico e, tra l’altro, con grande valenza ambientalistica e con un economia fondata in modo preminente sul turismo”.