L’AQUILA – “Dimostrare di aver versato tutti i contributi per poter partecipare ad una fiera e ad un mercato è una garanzia contro la concorrenza sleale,e una tutela per di Una commercianti ambulanti abruzzesi”.  “E’ una misura più europeista dell’Ue, che rischia di affossare tanti operatori in una fase già di forte crisi, e che non hanno la possibilità di pagare entro le tempistiche i contributi”. 

Sono in soldoni le due posizioni opposte, che si sono misurate martedi scorso nella sesta commissione europea del consiglio regionale abruzzese, dove all’ordine del giorno c’era il provvedimento a firma di Lorenzo Berardinetti di Regione Facile e Luciano Monticelli del Partito democratico che intende applicare, anche in Abruzzo, nella sua formula più rigorosa, le norme nazionali che prevedono che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività deve essere soggetta alla presentazione da parte del richiedente del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). 

Una norma che è nel solco della famigerata direttiva che prende il nome dall’ex commissario europeo per la concorrenza e il mercato interno Frits Bolkestein, che in materia di commercio ambulante impone eliminazione i rinnovi automatici nell’assegnazione dei posti nei mercati da assegnare invece con bandi pubblici.

Misura che ha provocato veementi opposizione, in quanto si argomenta in questo modo si penalizzano i piccoli si apre un’autostrada per grandi player. 

La sesta commissione Europa su questo punto all’ordine del giorno si è conclusa con un nulla di fatto, dopo due ore di acceso confronto. 

Contrarissimi il centrodestra con in testa Lorenzo Sospiri di Forza Italia e Leandro Bracco di Sinistra italiana, ma anche, nelle fila della maggioranza il presidente della prima commissione Bilancio Maurizio Di Nicola di Centro democratico, che è pure un’europeista convinto, tanto da candidarsi alle politiche del 4 marzo, senza molto sucesso, con +Europa di Emma Bonino. 

Il suo voto era determinante, e così la discussione è stata rimandata a data da destinarsi, probabilmente a maggio inoltrato. 

Il provvedimento viene difeso in primis da Monticelli, che della commissione Europa è il presidente.

“Riteniamo che chi svolge questa attività – dice Monticelli – deve stare in regola con i contributi pensionistici. E’ una norma di salvaguardia, pensa al futuro dei diretti interessati. Garantiremo comunque chi non è ancora in regola, prevedendo un buon lasso di tempo per farlo, dai 6 ai 12 mesi, non va dimenticato che la crisi economica ancora morde”.

E soprattutto Monticelli sostiene che “questo provvedimento tutelerà innanzitutto gli operatori abruzzesi, perchè porrà un freno all’invasione di ambulanti provenienti da altre regioni, e che fanno concorrenza sleale”.

Ben diverso il punto di vista di Sospiri. 

“Questo sciagurato provvedimento si accanirà anche su tanti piccoli esercenti in difficoltà, che dovendo scegliere se pagare i fornitori e dare da mangiare alla sua famiglia, magari ha deciso di rimandare nel tempo i pagamenti pensionistici. Il Durc in regola può essere considerato una premialità, non un ostacolo all’esercizio della professione”.

E conclude: “Viviamo in un Paese dove i colossi dei social non pagano un euro di tasse, i colossi dell’ecmmerce pagano una sciocchezza, e noi ci accaniamo con il durc di un piccolissimo commerciante. Si è forti con deboli e deboli con i forti”.

Sospiri, potendo contare probabilmente su una sponda della maggioranza, vorrebbe far passare un recepimento “morbido” della normativa nazionale, che a sua volta si adegua a quella comunitaria.

Come del resto è avvenuto a fine dicembre 2016, nella maratona notturna della manovra di Bilancio, in occasione del recepimento della Bolkestein.

Con voto bipartisan è passata infatti la legge salva-mercati rionali, in cui si è stabilito che la rigorosa regolarità del Durc, non è elemento discriminante per consentire o meno la partecipazione ai bandi per il rinnovo delle licenze, ma è semplicemente un requisito che attribuirà 3 punti in più al commerciante che potranno esibirla, nell’ambito dei bandi di aggiudicazione. 

Tre punti che smuovono poco o nulla, visto che chi ha una licenza da 5 a 10 anni già si vede assegnare 50 punti.