L’AQUILA – Un’altra fumata nera e un nuovo scontro tra Lega e Fratelli d’Italia nel summit del centrodestra per lo spoils system nelle partecipate e società regionali.
Una riunione che oggi si è interrotta dopo due ore senza definire le nomine, come era stato invece previsto la scorsa settimana quando è stato stabilito lo schema delle quote di ogni partito: in particolare il 45,5% per il più forte della coalizione, FdI, il 24,5% per Forza Italia, 14,5% per la Lega, il 10,5 per la lista Marsilio Presidente e il 5 per Noi Moderati.
Al summit hanno partecipato, per Fratelli d’Italia i senatori Etel Sigismondi, segretario regionale, e Guido Liris; per la Lega il capogruppo in Consiglio regionale Vincenzo D’Incecco e il vicesegretario regionale e commissario della provincia di Teramo Sabrina Bocchino; per Forza Italia il segretario regionale Nazario Pagano e il capogruppo in Consiglio regionale Emiliano Di Matteo; per Noi Moderati, insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia e il segretario regionale, ex deputato e consigliere regionale Paolo Tancredi; per la lista Marsilio Presidente il consigliere regionale Luciano Marinucci.
È stallo tra Fratelli d’Italia e Lega, con il primo partito che contesta le richieste del carroccio che detiene già le direzioni di Arap, Arta, e Asr.
Un percorso pieno di difficoltà quello per le nomine, che dovranno trovare convergenza anche con i rispettivi assessori regionali.
Tra le questioni più urgenti occorre trovare la quadra per le caselle in scadenza, con Fdi che tra le altre cose ha avanzato la richiesta di procedere al commissariamento dell’Arap il cui presidente Giovanni Savini, in quota Forza Italia, è in scadenza, per una fase transitoria come quella dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), della provincia dell’Aquila, fino a pochi mesi fa in mano alla Lega, ora affidata a Paolo Costanzi, direttore della Direzione Attività amministrativa dell’assemblea regionale, ma solo per sei mesi, in attesa della nomina del nuovo cda.
C’è poi la Saga, la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, di cui è ora presidente Vittorio Catone, in quota Lega, nominato a giugno 2021, per l’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico, con presidente in scadenza Nunzio Merolli, anche lui in quota Lega, e le Aziende territoriale per l’edilizia residenziale, le Ater.
E ancora la Tua, la società regionale del trasporto pubblico, in mano a Forza Italia, con il presidente Gabriele De Angelis, segretario provinciale dell’Aquila del partito, che a maggio 2022 ha preso il posto di Gianfranco Giuliante, dopo che l’ex assessore regionale era andato via dalla Lega, che aveva espresso inizialmente la presidenza della Tua.
La Fira, la finanziaria regionale, di cui è presidente fino al 2025 Giacomo D’Ignazio, in quota Lega anche lui, ma sempre più vicino a Fdi. Resterà in ogni caso in quota Fdi, Abruzzo progetti, di cui è ora amministratore unico Andrea Di Biase, fedelissimo del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Al riparo dallo spoils system, per l’Agenzia sanitaria regionale (Asr), il direttore generale, sempre in quota Lega, il medico aquilano Pierluigi Cosenza, nominato nel 2021, e confermato per altri due anni con una delibera di giunta del febbraio scorso, poco prima delle elezioni. Dunque il cambio di guardia ci sarà semmai nel febbraio 2026. Stesso discorso per il vertice dell’Agenzia regionale della tutela ambientale (Arta), dove direttore l’avvocato aquilano Maurizio Dionisio, il cui contratto è stato rinnovato a maggio 2023, per altri 5 anni, e dunque fino a maggio 2028.
Una partita complicata per la litigiosa maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Marco Marsilio, di FdI, riconfermato lo scorso 10 marzo. Da qui lo stop alla riunione, aggiornata a venerdì prossimo.





