L’AQUILA – Autunno di nomine negli ultimi enti regionali con poltrone più o meno appetibili da distribuire, secondo le regole dello spoil system.
Prede più ambite sono i consigli di amministrazione della Fira, la finanziaria regionale, e dell’Arap, l’Azienda regionale delle attività produttive.
In questo secondo caso, però, a bloccare l’iter sono i conflitti in corso all’interno della maggioranza di centrosinistra e anche la questione del rimpasto di Giunta.
Altre partite già in corso riguardano il Corecom, comitato regionale delle comunicazioni, la Commissione per le pari Opportunità, il Collegio regionale per le garanzie statutarie.
Altre caselle da riempire riguardano poi il Cda del Teatro Marrucino di Chieti, l’Istituto zooprofilattico “Caporale” di Teramo e la Consulta regionale per lo sport. Per il Garante dei detenuti, la partita si poteva chiudere già nel Consiglio regionale dell’11 agosto, che però è naufragato in partenza per mancanza di numero legale rinviando tutto a dopo la pausa.
Le nomine di questi enti sono di competenza dell’ufficio di presidenza del Consiglio, tramite decreto del presidente, Giuseppe Di Pangrazio, che, però, deve attenersi ai nominativi indicati dai partiti di maggioranza, e per la loro quota parte da quelli di opposizione.
Nomine dirette e di carattere fiduciario. L’unico obbligo è quello di attingere a un albo aggiornato dei circa 600 candidati alle nomine degli enti sub-regionali.
Per accedervi è richiesta, in particolare, esperienza lavorativa di carattere amministrativo e di ottemperare a quanto richiesto dalla legge anticorruzione.
In altri casi, vedi Corecom, l’indicazione arriva direttamente dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
La partita più complicata è quella dell’Arap, la società che ha riunificato in un unica entità i sei vecchi Consorzi abruzzesi per lo sviluppo industriale.
Vanno designati un presidente e due consiglieri di amministrazione, di cui uno indicato dalle opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 stelle.
A bloccare le nomine sembra però esserci un braccio di ferro tra il presidente D’Alfonso e il vicepresidente della Giunta, Giovanni Lolli.
Secondo quanto si è appreso, il primo ha già in serbo i nomi e vorrebbe procedere subito al cambio del cda, Lolli vuole invece il commissariamento, e anche lui avrebbe già un papabile pronto.
A oggi, ad avere le idee chiare è solo il centrodestra, che ha indicato come suo rappresentante Giuseppe Savini, responsabile del consorzio Cisa.
Graziati, per ora, dalle indecisioni della maggioranza, restano in carica il cda nominato dal centrodestra, nella precedente legislatura: il presidente, Tiziano Petrucci, compenso 37 mila euro circa, i consiglieri Adriano Marzola (27.400 euro) e Lorenzo Di Marzio (17 mila euro).
La partita per i vertici della finanziaria regionale si potrebbe risolvere a ottobre. A ritardare le nomine sono, in questo caso, oltre allo sgomitare all’interno maggioranza, volto alla conquista di posti pesanti in un ente di grande importanza, gli effetti della legge 68 del 2012 che ha ridotto i componenti del cda da 9 a 5.
Occorre infatti aggiornare lo statuto, e va chiuso anche il bilancio. Di competenza del Consiglio regionale sono tre nomine, due ad appannaggio della maggioranza, una all’opposizione. Gli altri due membri del cda spettano alle banche, che detengono il 49 per cento delle azioni.
L’assemblea straordinaria dei soci, rimandata di quasi un anno, sarà convocata entro il 9 settembre, e a quel punto, chiuso il bilancio e aggiornato lo statuto, i capigruppo potranno consegnare al presidente Di Pangrazio il fatidico foglio con i nominativi graditi.
Mantiene, nell’attesa, l’incarico da oltre 90 mila euro l’anno l’attuale presidente, Rocco Micucci, e gli otto consiglieri.
Anche il Corecom attende da quasi un anno il cambio al vertice. In regime di prorogatio restano il presidente, Filippo Lucci, e i 4 consiglieri, Alberto Capo, Nazario Cotturone, Alfredo D’Alessandro e Chiara D’Onofrio, che possono però sbrigare solo la normale amministrazione.
Nei corridoi della politica insistente circola la voce secondo la quale Lucci potrebbe essere riconfermato.
La legge Milleproroghe approvata il 24 dicembre 2014 dal Consiglio regionale, ha ridotto il cda da 5 a 3 componenti e ha alzato i compensi: il presidente prenderà 1.500 euro mensili, i due componenti del comitato 500 euro. Finora il presidente ha percepito 1.100 euro di indennità al mese, gli altri 4 componenti 400 euro al mese.
La nomina del nuovo presidente spetterà al presidente D’Alfonso, sentito Di Pangrazio. I due componenti del cda saranno uno ad appannaggio della maggioranza, uno delle opposizioni.
Nomine in vista anche per il Collegio regionale per le garanzie statutarie, che ha il delicato compito di sull’interpretare lo Statuto nei conflitti tra gli organi della Regione, decidere sull’ammissibilità dei referendum e delle iniziative popolari, ha l’ultima parola sui rilievi di compatibilità con lo Statuto delle deliberazioni legislative.
In questo caso bisognerà rispondere a un bando che scadrà il 25 settembre. Dei cinque componenti, quattro saranno nominati, scegliendo tra le candidature pervenute, dal Consiglio, uno dal Cal, il Consiglio delle autonomie locali.
A fronte dei poteri notevoli, in palio non ci sono certo emolumenti principeschi: ai componenti spetta solo un gettone di presenza di 250 euro a seduta e il rimborso delle spese di viaggio.
Attualmente compongono il collegio cattedratici ed esperti di diritto del calibro di Giampiero Di Plinio, Stefano Civitarese Matteucci, Arnaldo Lucidi, Fabrizio Politi. Il Cal non ha mai nominato il componente di sua competenza.
La partita del rinnovo della Commissione per le Pari Opportunità, si giocherà invece a metà legislatura, nel 2016. Presidente della Commissione è oggi Gemma Andreini, ci sono poi 11 componenti, tra cui la componente di diritto: Letizia Marinelli, consigliera di parità salita alla ribalta delle cronache a seguito del coinvolgimento nello scandalo di “Rimborsopoli” nel febbraio 2014, assieme all’allora presidente della Regione, Gianni Chiodi, con il quale prima della sua nomina aveva trascorso una notte in hotel a Roma.
Ai componenti spetta un gettone di presenza di massimo euro 30 euro lordi per ogni seduta di partecipazione alle riunioni della commissione e delle eventuali sottocommissioni permanenti.
Ai componenti residenti fuori sede spetta anche il rimborso delle spese di viaggio nella misura prevista per i dirigenti regionali.
Il Consiglio dovrà infine nominare a breve un suo rappresentante alla “Deputazione Teatrale Teatro Marrucino” di Chieti.
Ben più pesante, anche dal punto di vista economico, è la nomina del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.
Il bando della Regione è scaduto il 28 agosto, e si stanno valutando in questi giorni domande e curriculum pervenuti.
Infine gli uffici regionali preposti ad avviare le pratiche sono inattesa di capire cosa andrà fatto con Consulta regionale per lo sport, che non si è mai insediata, che prevede un cda di 7 componenti di cui due di nomina regionale.






