L’AQUILA – L’associazione Noi per la famiglia cresce in Abruzzo con le nomine di due nuovi referenti provinciali: Paolo Enrico Guidobaldi, avvocato cassazionista e canonico nella città di L’Aquila, docente con cattedra presso istituti professionali nonché collaboratore del Messaggero di Roma, e la professoressa Corina Abbonizio laureata in lingue e letterature straniere,  docente di madrelingua tedesca, collaboratrice presso il Comune di  Pescara come tutor nel progetto “dell’affido e dell’accoglienza”, docente “della scuola dell’amore nella famiglia”.

Due profili di spessore – si legge in una nota della presidente regionale Carola Profeta – che arricchiscono la nostra associazione di elementi di  passione e competenza e che promuoveranno e sosterranno le istanze di “Noi per la Famiglia”, associazione che ricordiamo aderisce al “Family Day”, in una delle province più antiche e duramente provata negli ultimi anni in Italia, quella aquilana, e nella meravigliosa provincia che tocca le montagne e i parchi marini tra i più belli d’Italia, quella chietina.

Sposati e cattolici praticanti, aderiscono al nostro progetto sociale, che è quello di mettere al centro della vita sociale, culturale, reale e politica il nucleo fondante della nostra società, che è quello della famiglia, intesa come famiglia naturale dove c’è una mamma e un papà e i figli. Da sempre – prosegue la nota – ci proponiamo per una maggiore attenzione alla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale (per questo siamo contro l’aborto e contro l’eutanasia), alla tutela maggiore per quelle famiglie che hanno all’interno componenti con disabilità o malattie gravi, (maggiore assistenza sanitaria, sociale e psicologica) al contrasto a tutti i tipi di dipendenza che distruggono l’essere umano e tutti i legami affettivi che gli sono intorno (siamo contrari quindi alla scellerata liberalizzazione di licenze per l’aperture di sale slot e alla liberalizzazione delle droghe cosiddette “leggere”).

In questi mesi abbiamo fortemente promosso  la raccolta firme per sostenere la proposta di legge che elimina il rito abbreviato per i reati particolarmente gravi ed efferati come l’omicidio, la violenza carnale, le violenze domestiche, lo stalking. Abbiamo posto l’attenzione al dilagante fenomeno della violenza sulle donne, vogliamo creare dei centri antiviolenza, ponendo però una maggiore attenzione alla prevenzione e quindi cercando di intervenire anche sulle dinamiche e cause che spingono un uomo all’aggressività, e quindi cercare anche un approccio con l’uomo  (o donna che sia perché la violenza non ha genere) per provare a disinnescare quell’incapacità di gestire e accettare un rifiuto o la fine di una storia. 

Siamo già a lavoro con l’avv. Guidobaldi  per presentare nel corso di un incontro pubblico “Noi per la Famiglia” a L’Aquila, e insieme alla prof.ssa Abbonizio abbiamo già pronto il progetto da presentare  negli istituti comprensivi e nelle parrocchie di Pescara e Chieti  “La scuola dell’amore della famiglia”. Spero vivamente – conclude la Profeta – che i dirigenti scolastici accolgano favorevolmente questa nostra proposta che va nella direzione di mettere a confronto i legami affettivi genitori e figli e creare un confronto emozionale positivo che aiuta a superare i conflitti. Oggi fare il genitore non è per niente facile, ma è l’unico ruolo che non si può delegare. I nostri figli hanno bisogno di noi.