L’AQUILA – C’erano anche diversi aquilani al “No Monti day” che si è svolto sabato a Roma.

Una manifestazione “contro il governo di Mario Monti, i diktat della Bce, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale”, spiega uno dei partecipanti, Alfonso De Amicis, del comitato “No debito” dell’Aquila.

C’erano pure esponenti di Rifondazione comunista e da Sinistra critica.

“Dopo la bella assemblea a inizio ottobre con Giorgio Cremaschi è cresciuta la consapevolezza in città del fatto che andava riempito uno spazio politico lasciato vuoto dai partiti e dai sindacati, ormai complici delle politiche di austerità applicate con solerzia da un governo figlio del memorandum europeo, e della finanza internazionale”, sottolinea la nota di De Amicis.

“Un governo che sta cancellando il tratto distintivo della civiltà europea, il welfare state. Noi avevamo conosciuto democrazia e benessere economico, questo binomio si era saldato pur se in presenza di forti contraddizioni. Oggi tutto sta evaporando. Benessere e democrazia, beni da da riconquistare”.

“La manifestazione di Roma rappresenta per l’Italia un primo grosso momento per sintonizzarsi con quanto avviene, ormai in tutta Europa. I popoli si sollevano per dire no ai poteri forti europei e alle loro plitiche recessive e autoritarie”.

“Riempiamo uno spazio politico che altrimenti rischia di essere occupato o da forze populiste e demagogiche senza alcuna prospettiva, o da organizzazioni nazi-fasciste come cercano di affermarsi in Grecia”.

“Per questo la manifestazione di Roma rappresenta un passo avanti e l’unico percoso possibile per uscire dalla crisi che le banche e la finanza hanno imposto in tutto il pianeta. La loro crisi l’hanno trasformata nel ‘nostro debito’. La loro crisi la scaricano prepotentemente sulla pelle dei lavoratori, precari, giovani, donne pensionati e migranti”.

“Coloro che creano ricchezza vengono espropriati della loro vita, della democrazia. Roma è un primo passo nella direzione giusta”, conclude la nota.