GIAPPONE – Nintendo annuncia l’arrivo della nuova “Wii U”: l’attesa console sarà venduta in Giappone dall’8 dicembre, al prezzo di 26.250 yen (260 euro) nella versione basic da 8Gb e di 31.500 yen (315 euro) nella premium da 32 Gb.

“È venti volte più potente della Wii”, ha detto il numero uno del colosso nipponico Satoru Iwata, nel collegamento di 20 minuti in videostream sul sito della compagnia.

La console era stata rivelata il 7 giugno 2011 all’E3 di Los Angeles, la più grande fiera mondiale dei videogame.

Il prezzo della prima console messa a punto da Nintendo in sei anni è in linea con le aspettative di esperti e analisti, mentre il lancio della nuova “creatura” di Nintendo sarà accompagnato dal videogame simbolo della società di Kyoto, nella versione dedicata “U”: Super Mario Bros. U, disponibile al prezzo di 5.985 yen (59 euro).

Iwata, in una delle sue note presentazioni virtuali, è salito sul palchetto mostrando subito la “Wii U” premium prodotta soltanto di colore nero (mentre la basic è bianca): ha spiegato che è “ecologica, visti consumi normali di 40 watt e di 75 al massimo dell’utilizzo”, e compatibile con molti accessori e giochi della Wii, la console destinata alla pensione, di cui sono stati venduti oltre 96 milioni di pezzi in tutto il mondo.

Il top manager ha mostrato lo schermo di 6 pollici con controllo touchscreen, utilizzabile “nel caso in cui la tv di casa sia già impegnata. Sappiamo che l’80% dei possessori di Wii tengono la piattaforma in salotto, vicino al televisore”.

Anche in questo caso è garantito la connessione a internet per accedere all’universo MiiVerse, in cui l’avatar di un utente può trovare opzioni multiplayer e permettere “di giocare con altri, piuttosto che da soli”.

La società è quindi riuscita a tenere fede alle indicazioni sul lancio entro fine anno per sfruttare l’importante periodo dello shopping festivo, quando l’industria dei videogiochi fa il pieno di ricavi.

L’attesa per l’annuncio, che sarà replicato oggi in altre città del mondo, ha messo le ali a Nintendo, le cui azioni sono salite in Borsa del 3,2%.