AVEZZANO – Allerta neve ai tempi dei social: ad Avezzano si scatena on line lo scontro politico tra l’assessore l’assessore all’Ambiente del Comune di Avezzano Crescenzo Presutti e il suo predecessore Roberto Verdecchia, che a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, che messo in minoranza il sindaco Gabriele De Angelis,  si appresta a tornare sui banchi del Consiglio comunale.

A provocare la polemica un post su facebook di Presutti in cui si invitano senza troppi convenevoli i cittadini a non lamentarsi troppo e ad armarsi di pala per pulire fuori le abitazioni. E sopratutto di “smetterla di rompere le palle e di invocare 45 mila spazzaneve”.

Non si fa attendere la reazione di Verdecchia, contro l’assessore che “offende i cittadini “, per mascherare “il ritardo con cui ad Avezzano sono state pulite le strade dalla neve”. 

“A tutti quelli che aspettano che lo spazzaneve passi fuori la propria abitazione, – ha scritto Presutti nel post incriminato -dico che ci vuole tempo perché tutte le strade (anche quelle periferiche) siano pulite. Nel frattempo, cercate di essere bravi cittadini. Ognuno faccia il suo (come avviene nei Paesi civili), prendete una pala e pulite fuori le vostre case. Sennò smettetela di rompere le palle e di invocare 45 mila spazzaneve. In fondo i vostri desideri di riduzione della spesa pubblica, di riduzione del debito pubblico etc comportano queste conseguenze”. 

E poi Presutti allarga il ragionamento : “Come diceva Padoa Schioppa? “…nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma deve essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità“. Insomma, spalate, datevi da fare, perché tutto ha un costo”.

Argomenti che non convincono Verdecchia, che più terra terra scrive quanto segue:

“La follia è di casa come si può offendere il semplice cittadino di “non rompere le palle”, dimentica -e per vizio- che Facebook è uno strumento pubblico e del suo ruolo pubblico. Invece di chiedere scusa alla città per il ritardo che è sotto gli occhi di tutti, si permette pure di rincarare la dose”, e conclude chiedendo “le dimissioni per inettitudine”.