TERAMO – Manifestazione oggi a oggi a Nereto, in provincia di Teramo, per dire no alla piattaforma di depurazione rifiuti liquidi non pericolosi della Wash Italia, che dovrebbe essere realizzata nell’area industriale.

L’azienda ritiene di voler aumentare il carico di lavoro della piattaforma allargando il numero di rifiuti trattati dell’impianto. Una questione che sta allarmando la cittadinanza e anche le numerose aziende di un territorio a forte vocazione agricola. Si argomenta che l’alveo del torrente Vibrata non è in grado di sopportare ulteriori scarichi di acque reflue industriali come previsto dal progetto della piattaforma scrive il comitato, in quanto “è un torrente con un flusso idrico di portata debole ed è classificato ‘scadente’ nel Piano di tutela delle acque, redatto dalla Regione, a causa dell’inquinamento cronico prodotto dalle lavanderie industriali e pertanto non possono essere consentiti nuovi scarichi che, se attuati, minerebbero la salute delle persone residenti e ospiti, colpirebbero l’agricoltura, l’ecosistema del mare Adriatico e l’economia turistica costiera vibratiana”.

Il comitato, guidato da Raffaele Quaglia, si sta anche mobilitando per essere presente in Regione il prossimo 26 novembre, giorno nel quale è fissata la conferenza dei servizi sulla realizzazione dell’impianto. Raccolte circa 3 mila firme per chiedere lo stop all’intervento.

Il consigliere regionale del Partito democratico, Dino Pepe, ha scritto al presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, ed al Presidente della seconda cmmissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture, Manuele Marcovecchio, per chiedere che vengano ascoltati, martedì prossimo in commissione Ambiente, i rappresentanti del comitato, gli amministratori e le associazioni che si oppongono alla costruzione del depuratore di rifiuti liquidi che dovrebbe essere realizzato dalla Wash Italia nella zona industriale di Nereto.

“In questa ottica ritengo necessario che il Consiglio Regionale e, nello specifico, la Commissione competente per materia, vengano informate dalla diretta voce dei comitati e dii cittadini su quanto sta accadendo in Val Vibrata” sottolinea il consigliere Pepe. “Sono certo che la sensibilità più volte dimostrata dai commissari in questa delicata materia saprà produrre atti utili a determinare le migliori soluzioni per il bene della collettività. 

Da parte mia sosterrò con forza l’azione dei comitati e della cittadinanza affinché questa opera non venga realizzata. Tutti i sindaci della Val Vibrata hanno espresso parere contrario alla realizzazione dell’impianto che sarebbe il primo in regione. Ringrazio Marcovecchio e Sospiri e invito tutti i consiglieri regionali della provincia di Teramo ad unirsi alla comunità vibratiana”.

Si mobilita anche consigliere regionale del Novimento 5 stelle, Marco Cipolletti, che, a seguito di una serie di incontri con la cittadinanza, ha messo nero su bianco dei quesiti a cui dovranno rispondere il Presidente Marco Marsilio o l’assessore competente in sede di Consiglio regionale.

“Le relazioni sullo stato delle acque consegnate  alla Regione Abruzzo sulla situazione di inquinamento del Torrente Vibrata dall’Arta – spiega Ciplolletti – hanno evidenziato gravi criticità con superamento dei limiti di legge preoccupanti, in particolare per quanto riguarda i nitrati, il tetracloroetilene e il cloroformio. Comprendo quindi le preoccupazioni delle associazioni, comitati, cittadini comuni e realtà turistico imprenditoriali e sono convinto che le istituzioni debbano dare risposte urgenti a queste problematiche poiché la situazione ambientale del bacino in questione rischia di diventare irreversibile”.   

“Pertanto ho ritenuto chiedere con interrogazione regionale depositata presso gli uffici se la Giunta regionale ritiene di impedire o contrastare la realizzazione dell’impianto in considerazione del fatto che alcuni enti locali hanno manifestato il proprio dissenso. Se la Regione Abruzzo attraverso l’Assessorato alla Sanità ha effettuato o effettuerà una Vis, (valutazione impatto sanitario), ai sensi del decreto legge 104 del 2017, con linee guida adottate con decreto del Ministero della salute del 27 marzo 2019, al fine di determinare le possibili conseguenze sulla salute pubblica a breve e a lungo termine che l’impianto potrebbe causare”.

“Ai problemi legati alla salute e ai fattori inquinanti si legano quelli relativi al territorio. Per questo ho inteso chiedere se la Giunta Regionale, tramite i suoi uffici del dipartimento Territorio e Ambiente, ha valutato il rischio idrogeologico dato dal possibile aumento di portata di acqua del torrente vibrata che l’attività dell’impianto potrebbe causare e come si intende ottemperare alle prescrizioni impartite dal comitato Crr-Via, in particolare per quanto riguarda l’elaborazione di una procedura che, in caso di allerta per rischio esondazione, garantisca la messa in sicurezza dell’impianto, sui sistemi di misura atti a controllare in continuo l’efficienza del depuratore, sulla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria post-operam per verificare l’impatto odorigeno, sul monitoraggio del torrente vibrata a monte ed a valle dello scarico, ed sul monitoraggio delle acque sotterranee”.

“Ritengo – conclude Cipolletti – che operazioni di questo tipo, che hanno un forte impatto sul territorio e su chi lo abita, non possano prescindere da una corretta comunicazione da parte della Regione nei confronti di una comunità che ha il diritto di vivere in un ambiente salubre e sicuro. Per questo mi sono impegnato a portare le istanze dei cittadini all’interno del Consiglio e continuerò a monitorare la situazione. In un momento in cui in tutto il mondo si guarda alla tutela dell’ambiente con una visione emergenziale credo che chi governa, ancor di più quella che spesso viene definita  la Regione verde d’Italia, abbia il dovere di porre in essere tutto quanto possibile per la tutela dei terreni e delle acque”.